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Primario altoatesino beffa il tornello per non pagare la mensa 

il caso

Medico in servizio in uno dei sette ospedali Asl rischia il procedimento disciplinare. Con mossa veloce avrebbe più volte mancato di “timbrare” il passaggio con il chip all’entrata


valeria frangipane

BOLZANO. La segnalazione è arrivata ai vertici Asl, che adesso devono decidere se avviare o meno un’indagine interna che potrebbe anche portare ad un procedimento disciplinare.

La questione è imbarazzante e vedrebbe, nel mirino dell’Azienda sanitaria, il primario di uno dei sette ospedali dell’Alto Adige, con stipendi medi che viaggiano attorno ai 200 mila euro lordi l’anno. Poco avvezzo a pagare la mensa: 3 euro e qualche spiccio di più.

Ma cosa sarebbe successo?

In sintesi con mossa repentina il professionista avrebbe più volte mancato di “timbrare” l’entrata in mensa, infilandosi con estrema abilità tra i tornelli. A innescare i primi sospetti, il suo comportamento inusuale. Il medico avrebbe scelto sempre un orario – poco “frequentato” – o molto in anticipo o a ridosso della chiusura. Si sarebbe guardato molto bene intorno, prima di cogliere l’attimo e si sarebbe lasciato andare a ripetuti avanti-indietro per monitorare i passaggi degli altri dipendenti e cercare di trovarsi da solo davanti al tornello. Perché questo doveva accadere. Nessuno doveva essere presente, nessuno doveva vedere e capire che la tessera non sarebbe stata appoggiata al chip. Lui doveva essere solo col tornello, una sfida a due all’ok Corral… A ben guardare, uno sforzo immane messo in atto per risparmiare qualche spiccio. Il più delle volte – a quanto risulterebbe – la fatica alla fine sarebbe stata premiata ed in una frazione di secondo di estrema ma agognata solitudine lo specialista ce l’avrebbe fatta ad evitare l’odiato chip – che a fine mese scala i soldi della mensa dallo stipendio – e con un collaudato colpo di reni da maestro sarebbe riuscito a sgusciare tra “le lame” del tornello per conquistare il menu del giorno. Gli chef della mensa possono andare fieri del loro operato, se c’è chi rischia l’indagine interna per gustare lo spaghetto gratis.

Il caso ci conduce ad una doppia lettura: fa sorridere che un medico metta a repentaglio la reputazione per un vizietto trascurabile. Viviamo nel periodo delle grandi truffe e dei pacchi di banconote nascoste nei borsoni – basti pensare al Qatargate – e pochi euro sottratti all’Asl non possono che far sorridere e far pensare ad un dilettante allo sbaraglio. Poi però c’è un’altra questione: c’è che davanti a quel tornello si mettono in fila tutti i dipendenti degli ospedali (all’ospedale di Bolzano per esempio anche gli studenti della Claudiana) e non è accettabile che il responsabile di un reparto – con stipendio più che congruo – si sottragga al pagamento di quello che alla fine resta per lui meno di un obolo. 

Al momento non resta che aspettare. Vedere se l’Azienda sanitaria dell’Alto Adige deciderà di avviare un indagine interna e, nel caso in cui la questione venisse confermata, se intenderà avviare un procedimento disciplinare. Resta l’assoluta amarezza per quanto è accaduto. In un momento difficile come questo siamo tutti chiamati a fare la nostra parte. 

E non è pensabile che nel ricco Alto Adige un primario per non pagare una manciata di euro e qualche centesimo scateni un paradossale balletto dei tornelli.

storie di donne

Prima la laurea in lingue e letterature straniere, poi un viaggio di 5000 km sulle note di Celentano e dei Ricchi e Poveri


Daniele Peretti

i dati

I pazienti ricoverati sono 51 (variazione settimanale -13), di cui 2 in terapia intensiva (variazione settimanale +2).

la società

Il valore della produzione tocca i 403,6 milioni di euro. L’ad Cattoni: «Superato il record del 2019»

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