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“La dolce Riva racconta”, nel nuovo libro mezzo secolo di vita cittadina

Presentazione in anteprima, domenica 11 dicembre all’auditorium del Conservatorio, per il nuovo libro del giornalista Vittorio Colombo «La dolce Riva racconta». La nuova pubblicazione, edita dalla associazione “Altogarda Cultura”, prosegue il viaggio nella memoria rivana iniziato giusto un anno fa con «La dolce Riva», primo capitolo di questa «saga cittadina» che venne accolto con grande favore, tanto da rendere necessarie due ristampe. Dal giorno della presentazione il nuovo libro di Colombo sarà disposizione nelle librerie della zona, nelle edicole di Riva del Garda e in alcune di Arco, Torbole e di altri centri della Busa.

La “dolce Riva racconta” le sue mille storie. Un nuovo libro su fatti, personaggi, curiosità, aneddoti e ricordi di mezzo secolo (dal 1950 al 2000) di vita cittadina. Il libro “La dolce Riva racconta” è un’opera di 272 pagine, 64 a colori, ed è corredato dal circa 600 fotografie, molte delle quali inedite.

Riva ha mille storie – si scrive nella prefazione – Stanno adagiate sotto la cenere dei ricordi, rese sempre più deboli ed evanescenti dal tempo che passa. Quando ci lascia una persona che, in qualche modo, si è resa protagonista della vita rivana, si è soliti ripetere come un mantra una formula che trasmette tristezza e rimpianto. Si dice: “Con il Tale se ne va un pezzo di storia di Riva”, quindi “Con la sua scomparsa Riva è più povera”, o si considera ancora “Era l’ultimo di quella generazione che…”. Ogni volta che, con un senso di vuoto, ci troviamo di fronte a una nuova mancanza, il pensiero ci porta a considerare: “E adesso? chi ci parlerà di quella Riva in guerra, o del dopoguerra, o dei decenni successivi?”.

“Questo libro – diceva l’autore nella presentazione del primo libro – è un atto d’amore nei confronti di Riva”. “Oggi – dice Colombo – ripropongo questo messaggio di affetto che segna la continuazione di un viaggio sentimentale alla ricerca dell’identità di una città che, per bellezze naturali storie mirabolanti, personaggi e per vicende, è davvero unica. È una sorta di film a episodi, un po’ anarchico nella sequenza delle storie scelte e raccontate. Molte altre meriterebbero ma c’è la consapevolezza che il cammino del racconto è tutt’altro che concluso. Sotto la cenere molte altre fiammelle ardono in attesa di ritrovare luce e dignità. La “Dolce Riva racconta” – conclude l’autore – è il nostro album di famiglia”.


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