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Serie A: Lotito alla carica, vuole contratti da cinque anni per i diritti Tv – TvZoom

Serie A, per i diritti Tv Lotito chiede al Governo contratti a cinque anni

Il Sole 24 Ore, di Andrea Biondi, pag. 3

«È una misura che la Lega Serie A chiede da tempo, sia per allineare l’Italia a quanto avvenuto in altri Paesi Ue, sia per poter essere più competitivi sul mercato nazionale, assicurare maggiori investimenti e introiti per l’intero sistema. La Serie A finanzia infatti tutto il movimento». Così il presidente della Lega Serie A, Lorenzo Casini, commenta al Sole 24 Ore i due emendamenti identici e bipartisan all’articolo 13 del Dl Aiuti Quater (176/2022) a firma del senatore di Forza Italia (e presidente della Lazio) Claudio Lotito e dei colleghi di partito Francesco Silvestro e Dario Damiani uno, e del senatore Pd Daniele Manca l’altro. In ballo c’è l’allungamento da tre a cinque anni della durata dei contratti di licenza per i diritti audiovisivi, oggi regolati dalla Legge Melandri. «Bene – aggiunge Casini – che Parlamento e Governo abbiamo compreso l’urgenza, come hanno fatto a giugno per la vendita all’estero, anche perché siamo a i anno e mezzo dalla scadenza dell’attuale ciclo e bisogna muoversi per tempo». L’emendamento sta a cuore a una Serie A che si avvicina al nuovo bando, a conclusione di un triennio in cui ha prevalso Dazn per 840 milioni all’anno. La vittoria della piattaforma ha rappresentato una prima volta, con Sky che si è accontentata, per 87,5 milioni l’anno, della co-esclusiva su 3 delle io partite settimanali. Meno partite, ma anche molti meno esborsi, senza però patire la fuga di abbonati preconizzata alla vigilia. Come per i precedenti bandi, anche quello 2021-24 ha avuto una coda con la revisione dell’accordo fra Dazn e Tim (inizialmente chiamata a partecipare con 420 milioni all’anno) e il venire meno dell’esclusiva fra le parti. L’estensione a cinque anni – è l’idea di fondo degli emendamenti – permetterà di programmare meglio l’investimento dei broadcaster, seguendo peraltro quanto fatto in Germania (4 anni) o anche in Spagna (5 anni).

(Continua su Il Sole 24 Ore)

(Nella foto )

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