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Isolamento sociale e ansia: aumenta il malessere tra i ragazzi trevigiani

Gli effetti della pandemia hanno comportato un incremento del 30% dei disturbi nell’ambito della salute mentale

| Isabella Loschi |

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Isolamento sociale e ansia: aumenta il malessere tra i ragazzi trevigiani

TREVISO – Isolamento sociale, ansia, stress e disturbi depressivi o del comportamento alimentare. Nella Marca sono stati 354 i ragazzi dai 14 ai 24 anni presi in carico dall’Unità funzionale distrettuale adolescenti (Ufda) dell’Ulss 2 nei primi sei mesi di attività del servizio. Un vero e proprio boom di giovani colpiti da isolamento sociale ( sindrome di “Hikikomori”), causata dal difficile periodo della pandemia che ha comportato un incremento del 30% dei disturbi nell’ambito della salute mentale. “Abbiamo avuto un aumento del 15% di casi di isolamento sociale, ragazzi che hanno lasciato la scuola, gli amici, per rinchiudersi in cameretta, senza avere rapporti sociali”, spiega Nicola Michieletto, direttore dell’Unità operativa Infanzia, Adolescenza, Famiglia e Consultori, presentando il bilancio dell’attività svolta da marzo a novembre 2022.

 “L’Ufda rappresenta un servizio sperimentale nel cui ambito adolescenti e giovani adulti che percepiscono un disagio della sfera emotiva e comportamentale e i loro genitori possono ricevere una consulenza e una presa in carico multidisciplinare psicologica-psicoterapica e psicoeducativa integrata” – ha spiegato Michieletto -. I ragazzi vengono presi in carico tempestivamente, al massimo entro 12 giorni dal primo contatto che avviene tramite Cup dedicato. Al primo colloquio telefonico, durante il quale viene effettuato un triage, segue un intervento a breve termine costruito su misura per il ragazzo. Le principali problematiche riscontrate finora hanno riguardato disturbi della sfera affettiva, problemi di comunicazione ambientale familiare distorta, e disturbi legati ad ansia e stress con o senza ritiro scolastico e sociale”.

 Tra i dati emerge con chiarezza che i primi a chiedere aiuto spontaneo e a rivolgersi al servizio sono gli stessi ragazzi, come hanno fatto William e Alessandro, due giovani trevigiani che grazie al percorso svolto hanno superato i loro problemi. “Ho deciso di contattare l’Ufda di Castelfranco grazie al consiglio di un’amica alla quale avevo raccontato di vivere un periodo di stress correlato alla sfera affettiva e alla pressione sociale”, racconta William, 22 anni, che oggi studia video-making e lavora come cameriere. “Con l’aiuto dell’équipe del Servizio ha trovato la forza di affrontare i problemi anziché sfuggirli e di essere soddisfatto dei traguardi raggiunti”. Alessandro, 19 anni, studente di Fisica, ha ribadito: “Ricordiamoci che chiedere aiuto è normale, così come si va dal medico di base, ci si può rivolgere ad un professionista della salute mentale per un problema che non ci fa stare bene, senza aspettare che sia ingestibile. Forse i genitori dovrebbero guardare con meno scetticismo questo tipo di servizi. Personalmente mi sono accorto di avere un disturbo d’ansia che influiva anche sull’alimentazione”, racconta Alessandro che ha avuto il coraggio di chiedere tempestivamente aiuto al Consultorio, non facendosi intimidire dallo scetticismo della famiglia.

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