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Il golpe sventato in Germania mostra la minaccia globale alla democrazia

Avrebbero voluto assaltare il Bundestag, portare via i deputati in manette e conquistare la Germania con una guerra civile e una serie di blackout. In una delle più grandi operazioni nella storia della repubblica federale, tremila agenti hanno perquisito oltre 130 abitazioni e uffici, in Germania e all’estero, per eseguire 52 mandati d’arresto nei confronti di un gruppo che stava pianificando un golpe.

Gli accusati (di cui 25 sono già stati arrestati) sono persone vicine all’ambiente dei cosiddetti Reichsbürger, che non riconoscono l’esistenza della repubblica federale, ma risultano in contatto anche con gruppi No-vax, cospirazionisti ed estremisti di destra di varie affiliazioni.

Alla guida del gruppo c’è il principe Enrico XIII Reuss, immobiliarista, da tempo classificato dai servizi segreti interni come Reichsbürger, ma anche ospite fisso di alcune realtà dei Querdenker, i negazionisti del Covid che durante la pandemia scendevano regolarmente in piazza per manifestare contro le misure restrittive dello stato.

Avrebbe creato un governo ombra per individuare i nuovi rappresentanti del Reich, ma già da tempo andava spiegando in occasioni pubbliche come l’abbattimento della monarchia in Germania aveva creato grande dolore e che uno degli scopi della Prima guerra mondiale fosse quello di «spingere la diffusione della popolazione ebraica».

Le promesse di Scholz si sono infrante sul muro della realtà

Insieme a lui, anche alcuni ex militari e una giudice ex deputata di AfD. Gli altri erano persone comuni. La circostanza non può che ricordare l’assalto al Campidoglio del 2021, quando i sostenitori del candidato perdente alla presidenza degli Stati Uniti, Donald Trump, erano scesi in strada per manifestare contro il risultato delle elezioni. Anche in quel caso il nemico era lo stato. E anche in quel caso estrema destra, cospirazionisti e negazionisti si erano saldati in un’alleanza contro la democrazia.

I Reichsbürger

Il principe Reuss guidava una delle numerose cellule di Reichsbürger attive in Germania da ormai oltre quarant’anni. I cittadini del Reich non riconoscono la Bundesrepublik e sostengono che continui a esistere sul territorio della repubblica il Reich, con tutti i poteri politici del caso. Basano la loro tesi su tecnicismi giuridici relativi alle due costituzioni di Germania est e ovest e a quella risultata della riunificazione. Secondo i Reichsbürger queste presunte prove, insieme al fatto che la costituzione della Germania ovest è stata “imposta” dagli alleati, renderebbero la repubblica federale illegittima.

Fino gli anni Dieci la loro attività era tutto sommato trascurabile: tendevano a raccogliersi in gruppi e cellule che provvedevano soprattutto a realizzare documenti alternativi del “Reich” o a incassare le “tasse del Reich”. Il salto di qualità è arrivato nel 2016.

Durante un tentativo di sfratto dello stato indipendente “Ur” proclamato da un Reichsbürger, questo spara a uno dei poliziotti che partecipano all’operazione. Da allora, i casi di violenza riconducibili a quell’ambiente, che i servizi segreti iniziano a monitorare, continuano e si fanno più frequenti, coinvolgendo spesso persone armate. Nel 2021, i servizi arrivano a contarne oltre 20mila, quasi tutti affiliati a piccoli gruppi locali.

Dopo una serie di altri scontri con la polizia, aggredita con automobili e coinvolta in sparatorie, ad aprile di quest’anno viene rivelato che un gruppo di cittadini del Reich stava pianificando di rapire il ministro della Salute.

Karl Lauterbach è noto per la sua linea intransigente sulla pandemia, che gli ha attirato l’ostilità dei No-vax. Anche in questo caso, la mente va oltreoceano: in Michigan, nel 2020, sei uomini avevano pianificato di rapire la governatrice del Michigan, odiata per le stringenti misure anti Covid che aveva imposto. Lo stesso gruppo di Reichsbürger aveva intenzione di scatenare dopo il rapimento una guerra civile sfruttando una serie di blackout indotti facendo esplodere centrali elettriche.

Infiltrazioni nello stato

Una delle particolarità della cellula sgominata ieri è il fatto che stabilisce un legame con il partito di estrema destra AfD: l’ex deputata arrestata che nel piano del golpe avrebbe dovuto garantire l’accesso al parlamento in passato apparteneva alla corrente moderata del partito, ma si sarebbe radicalizzata negli ultimi tempi.

L’altra pista importante è quella che conduce alla Bundeswehr, in particolare ai paracadutisti e al Ksk, l’unità d’élite dell’esercito, che già in passato ha avuto membri che poi si sono rivelati di estrema destra. Tra gli accusati ci sono un ex tenente colonnello, un ex colonnello e un ex membro delle forze speciali che avrebbe dovuto reclutare altri soldati.

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