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Elezioni provinciali, il PATT apre a FdI – Secolo Trentino

La notizia, resa ufficiale dallo stesso segretario del PATT Simone Marchiori, è storica: il partito autonomista, voce italiana dell’SVP, è disponibile a una coalizione organica con Fratelli d’Italia, erede di Alleanza Nazionale e del Movimento Sociale Italiano nonché principale partito nazionalista della storia repubblicana italiana.

Procedendo con ordine, il primo passo di questo epocale avvicinamento è stato sancito dal Consiglio del partito, che ha deliberato con 51 voti favorevoli, 4 contrari e 17 astenuti il patto di alleanza con Maurizio Fugatti, Presidente della Provincia Autonoma di Trento in quota Lega. “I termini in cui abbiamo posto la questione sono che il PATT sosterrà la figura del candidato presidente senza entrare in una coalizione politica con altre forze, un candidato presidente si impegna a rispettare i punti programmatici imprescindibili e quelli che emergeranno dagli accordi successivi. Su tutto il resto vale la regola della libertà di voto: sulla Valdastico a Rovereto, per esempio, voteremo no” spiega Marchiori, ma la sostanza è molto chiara e vede il PATT disponibile a far parte del gruppo di liste – se non la si vuol chiamare coalizione – che sosterrà il candidato del Centrodestra. Ma non un candidato qualsiasi.

Il PATT sostiene Fugatti come espressione dei partiti che attualmente lo stanno sostenendo, ogni altro eventuale ingresso nel patto si accoda a quello che è l’equilibrio raggiunto. Se si trova la quadra su questo, si va d’accordo, altrimenti se qualcuno mettesse in discussione questa impostazione salta il banco” conclude Marchiori, evidenziando in parole povere un concetto molto semplice: il PATT è disponibile a una coalizione con Fratelli d’Italia, purché il candidato presidente sia Fugatti.

Naturalmente questa presa di posizione spariglia, nemmeno troppo poco, le carte in tavola: cominciando da Fratelli d’Italia, con Francesca Gerosa che solo un paio di settimane fa aveva sostanzialmente confermato la sua candidatura a Presidente del Trentino, proclamata anche con affermazione dei vertici nazionali del partito di Giorgia Meloni. Perché il Centrodestra non si spacchi, l’unica soluzione disponibile per la Gerosa sarebbe il ritiro della sua candidatura appoggiando Maurizio Fugatti, anche sotto la promessa della Vicepresidenza provinciale e di un buon numero di assessorati. Oppure, ci sarebbe l’opzione di continuare la fuga in avanti e spaccare il fronte del centrodestra, mandando Fugatti, la Lega e il PATT da una parte e mettere Fratelli d’Italia e le eventuali civiche che si potrebbero formare dall’altra.

Chi però guadagnerebbe da questo scenario, numeri alla mano, è solo il Centrosinistra, che ovviamente non sta risparmiando critiche al PATT. Il Sindaco di Trento, Franco Ianeselli, ha già chiarito che la richiesta di Marchiori e del PATT di ritirare le deleghe del vicesindaco Roberto Stanchina (ex PATT, oggi in una civica dopo la “svolta a Destra”) non verrà accolta principalmente perché tutti i consiglieri del PATT del Capoluogo sono usciti dal partito, cessando di fatto la presenza del PATT in Consiglio comunale e in Giunta. L’effetto, però, di una frattura così aspra col Centrosinistra potrebbe avere risvolti in altri comuni: il principale indiziato è Lavis, dove il PATT esprime il Sindaco Andrea Brugnara in una Giunta comprendente PATT, PD e una Civica; numeri alla mano, Brugnara potrebbe rimanere in sella anche rompendo l’accordo col PD e sostituendolo con la Lega.

La mossa, alla fine, rafforza in realtà il solo Maurizio Fugatti, che ha così potuto dare una risposta concreta a Francesca Gerosa e a tutta Fratelli d’Italia che aveva tentato una fuga in avanti per costringere Fugatti a trattare le condizioni di un’alleanza. Quello che però rimane sul tavolo è lo scenario del tutti contro tutti: se infatti il Centrodestra dovesse decidere di puntare sulla Gerosa mettendo da parte Fugatti, si romperebbe l’asse con il PATT e ci sarebbe così una corsa “tripolare” che vedrebbe contrapposti la Gerosa, il Centrosinistra e il PATT; se invece su proseguisse sulla linea Fugatti senza trovare un accordo con FdI ci potrebbe essere lo scontro fratricida Fugatti, Gerosa e Centrosinistra, che ritornerebbe così clamorosamente in partita.

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