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In primo grado era stato condannato con l’accusa di imbrattamento, perché ritenuto colpevole di aver realizzato la scritta “Arimbos” con vernice spray sul muro di un condominio in viale Toscana 2, circonvallazione esterna. Ma per i giudici della corte d’Appello quella sentenza nei confronti di un 34enne, milanese incensurato, non può essere confermata perché la scritta era già lì da almeno cinque mesi.

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