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Women’s Studies, a Venezia i primi studi di genere

Della carta, dell’inchiostro e un tavolo su cui poter scrivere un nuovo capitolo della storia del mondo femminile. Aloisa Pisana “Luisa” Bergalli, è stata la prima donna a condurre studi di genere, anticipando i famosi Women’s Studies grazie alla preziosa eredità delle veneziane che vissero prima di lei.

Women’s Studies, Aloisa Pisana “Luisa” Bergalli

“Componimenti poetici delle più illustri rimatrici d’ogni secolo” è stata la sua opera maestra, la prima antologia di poesie scritte da 250 poetesse mai realizzata prima da una donna, con un archivio di opere che andava dal 1290 all’età contemporanea. Seguita poi da “Avventure del poeta”, considerato il miglior tributo mai offerto da Luisa al teatro contemporaneo.

Traduzioni, poesie, e sonetti completavano la sua vita di intellettuale, studiosa fin dall’infanzia, ragazzina laboriosa, preparata, che odiava improvvisare e che voleva costruire a tutti i costi una sua eredità letteraria, solida e inattaccabile.

La costruzione

Una costruzione che richiese tempo e fatica, ma che non le impedì mai di scoprire anche i segreti della città e delle persone che la popolavano, imparando a conoscere le intellettuali che discutevano nei caffè e nei campielli, ascoltandone i pensieri, le visioni e le idee.

E fu proprio qui che conobbe la famosa Rosalba Carriera, le sue sorelle – anche loro artiste – e poi ancora Luigi Querini e Caterino Zeno, gli amici di una vita.

Tra i pomeriggi di studio e le discussioni nei caffè, Luisa incontrò anche Gasparo Gozzi, futuro marito e padre dei suoi cinque figli, con il quale condivise un matrimonio ma soprattutto il lavoro, da sempre al centro della sua vita. Un’attività sfortunata e fallimentare però quella di Gasparo e del suo Teatro Sant’Angelo, che tentò di risollevare anche grazie all’aiuto di Luisa, mettendone a repentaglio l’intera carriera.

La formazione

Letterata, madre di cinque figli e moglie, con una carriera in costante ascesa, figlia di una formazione culturale approfondita, tipica degli eredi della borghesia veneziana. La stessa a cui lei è sempre stata legata fin da bambina per via di Luigi Mocenigo e Pisana Comaro, padrino e madrina di battesimo, nonostante fosse figlia di un umile commerciante piemontese.

Un padre impegnato, il suo, che con sacrificio e duro lavoro riuscì a portare avanti la famiglia e a dare alla figlia qualche consiglio e qualche lezione di francese, garantendole un’opportunità unica, quella di diventare traduttrice letteraria.

Una lunga carriera intervallata dalla stesura di commedie, dalla scrittura di poesie, di opere letterarie, di sonetti e di traduzioni quella di Luisa, femminista veneziana che raccolse il testimone passatole dalle veneziane che prima di lei scrissero di donne, di letteratura e di poesia, facendo di queste opere il motore della loro vita.

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