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Wartsila, continua la protesta dei lavoratori: “La risposta sarà forte”

Redazione 28 luglio 2022 18:15

“La risposta sarà forte ed adeguata da parte nostra”. Lo ha dichiarato in una nota stampa il comitato di lotta – Fim – Fiom- Uilm – “Wartsila: Trieste non si tocca!”, commentando il tavolo di crisi Wartsila durato oltre tre ore che si è tenuto ieri al Mise alla presenza del coordinatore della struttura di crisi Luca Annibaletti, dei vertici aziendali, dei sindacati e del governatore del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga in videocollegamento. “L’incontro – si legge nella nota – ha visto da una parte Wartsila (assistita da uno studio di avvocati italiani che dovrebbero vergognarsi per il servizio che stanno facendo al proprio Paese e che le forze sane – industriali in primis – dovrebbero isolare) e tutta l’Italia dall’altra”.

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“Il ministro Giorgetti, il Presidente Fedriga, l’assessore Rosolen e il presidente degli industriali Agrusti – spiega il Comitato – sono stati chiari nel richiamare l’azienda alle proprie responsabilità dopo che hanno attinto a piene mani ai finanziamenti governativi e regionali. Ed anche i propositi su costruire filiere partecipate nel settore del mare sono stati ignorati da questi personaggi. Nonostante tutto Wartsila non ritira la procedura”.

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Il Comitato ha quindi annunciato che domani, venerdì 29 alle ore 11, si svolgerà un’assemblea di tutti i lavoratori interni e dell’indotto. Intanto, oltre al presidio in corso, sul piatto ci sono diverse iniziative sul territorio finalizzate “a tenere alta l’attenzione sul nostro problema in preparazione di una grande manifestazione cittadina (e non solo) che testimoni la volontà di tutti di trovare una soluzione industriale e di futuro per la nostra città”. L’appello è quello di non farsi prendere dall’emotività di questi giorni: “Ci sono persone/organizzazioni che usano frasi e discorsi “ad effetto” che scaldano i cuori ma che poi non hanno gambe. Per noi le soluzioni vanno ricercate assieme alla cittadinanza ed alle istituzioni in una posizione di condivisione con la società civile e non di contrapposizione. L’avversario comune deve rimanere solo Wartsila”.

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