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VIDEO: Rigoletto apre la stagione lirica del Teatro del Monaco di Treviso – TeleVenezia

Rigoletto riempie sempre i teatri e così è stato anche a Treviso, dove la prima della così detta “Triade Verdiana”, che comprende anche “Trovatore” e “Traviata”, è andata in scena nel Teatro Mario Del Monaco. Il capolavoro di Giuseppe Verdi doveva inaugurare la stagione lirica trevigiana 2020-2021, ma a causa dell’emergenza Covid fu fatta a porte chiuse e trasmessa in streaming gratuito nel dicembre 2020.

Rigoletto torna, dunque, nel capoluogo della – con un nuovo allestimento co-prodotto dal Comune di Treviso, Teatro Mario del Monaco, Comune di Padova, Rovigo e Bassano del Grappa.

Interpreti, Regia e Orchestra

Nel cast figurano il baritono rumeno Sebastian Catana, che interpreta Rigoletto; il tenore Marco Ciaponi, il duca di Mantova; mentre il soprano ucraino Yulia Merkudinova veste i panni di Gilda. A dirigere l’orchestra di Padova e del Veneto e il coro lirico veneto il maestro Sebastiano Rolli, mentre la regia è di Giuseppe Emiliani.

La soddisfazione dell’Assessore

Per l’occasione teatro tutto esaurito, con grande soddisfazione dell’Assessore Lavinia Colonna Preti, che vuole fare del Teatro del Monaco una casa della cultura sempre aperta.

“Devo dire che siamo molto soddisfatti perché il percorso che abbiamo intrapreso si sta rafforzando sempre di più e quindi direi un circolo virtuoso ed operistico. Tra l’altro siamo molto contenti dei numeri, perché in realtà nella serata e nel pomeriggio dedicati ai giovani ci sono stati oltre 500 ragazzi che l’hanno visto in anteprima, quindi un ottimo risultato perché vuol dire che l’opera sta appassionando anche molti giovani trevigiani.

Poi, la soddisfazione di aver superato i numeri pre-Covid perché siamo arrivati a circa 500 abbonamenti venduti per la stagione concertistica e lirica, quindi direi un ottimo risultato che ci spinge a fare ancora meglio e a continuare offrendo sempre di più al nostro meraviglioso Teatro, che era un po’ il goal che ci eravamo posti con il nostro sito e di farne, oltre i musei, una nuova casa della cultura e della musica dei trevigiani, sempre aperta”.

Quanto alla programmazione della stagione lirica del teatro Mario del Monaco l’idea a lungo termine è di sperimentare anche per non creare sovrapposizioni con altri cartelloni ma per il momento è ancora prematuro abbandonare il solco sicuro della tradizione.

Giampiero Beltotto, presidente Teatro Stabile del Veneto, commenta

“Intanto diciamo che questa inaugurazione ci fa tanto tanto piacere e per il secondo anno è un’inaugurazione di grande qualità. Io poi penso che dovremmo iniziare ad offrire sia al pubblico trevigiano sia al pubblico veneto in genere un programma più coraggioso.

Un programma che da un lato certamente soddisfi il palato di chi va a teatro per vedere il repertorio e dall’altro che cominci a riproporre le opere che non vengono mai messe in scena. Sono circa 800, e di queste 800 il repertorio veneto e veneziano è più della metà. Dobbiamo riniziare a proporre le cose che nessuno propone anche perchè stasera abbiamo qua anche il direttore del teatro La Fenice. Se anche la Fenice fa il Rigoletto noi cosa facciamo, il Rigoletto con la Fenice?”.

Stefano Canazza, Dir. artistico teatro Mario del Monaco di Treviso

“Dobbiamo partire da un dato di fatto: siamo un teatro di tradizione e come teatro di tradizione dobbiamo offrire una programmazione di tradizione. Inoltre siamo in un momento in cui il pubblico dopo due anni di pandemia è stato assente nei teatri per cui dobbiamo riportarlo nei teatri. Questo è il Rigoletto e andiamo poi a chiudere con il Trovatore in febbraio: la trilogia verdiana, quindi titoli molto popolari.

Sicuramente l’idea di cui abbiamo parlato anche con il presidente Beltotto di sperimentare anche i quei 600 titoli di produzione veneta che non sono molto blasonati e presenti nei cartelloni delle stagioni dei teatri. Avremo sicuramente in mente una sperimentazione su questo. Per il momento è prematuro, ma nei nostri prossimi futuri progetti sarà anche il nostro obiettivo: quello di rinnovare anche i titoli mantenendo sempre un rapporto con la tradizione”.

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