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Vertenza Comune – bar Clandestino, chiuso il chiosco di Lagolo

La questione riguardante l’affido della gestione del bar “Il Clandestino” di Lagolo che vede su posizioni opposte il Comune di Madruzzo e la Società che l’ha gestito fino a qualche tempo fa, ha intrapreso la via giudiziaria dal momento che in una delle ultime sedute la Giunta comunale ha dato incarico all’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Trento di difendere l’amministrazione comunale nella causa promossa dalla controparte.

Il pubblico esercizio è stato costruito dalla Società “Filippi Cristina & C. s.n.c.” sul terreno di proprietà dell’ex-comune di Lasino, ora Madruzzo.

Si tratta di una vertenza amministrativa piuttosto complessa che ora troverà soluzione con una sentenza del giudice. Per il momento l’esercizio è chiuso, creando non poco disagio ai frequentatori della località turistica, in questo avvio di stagione, alla ricerca di relax in riva al lago. In realtà l’iniziativa commerciale realizzata dal gestore Vincenzo Procopio aveva colto nel segno in quanto, oltre all’altra significativa realizzazione da parte dell’ex-comune di Calavino (2008) della struttura con annesso Parco delle Feste, da vent’anni a questa parte con il “Clandestino” ha costituito a Lagolo un punto di ristoro molto apprezzato dai frequentatori del Lago. Una azzeccata attività che sopperiva parzialmente al costante declino in fatto di visibilità e di frequenza turistica della località montana con la chiusura delle attività commerciali più significative come gli alberghi Piccolo Principe, Floriani nonché della “Scuola di volo”, oltre alla perdita di interesse per gli appartamenti in affitto.

Visti i lunghi tempi della burocrazia è quindi inevitabile il protrarsi della chiusura del Clandestino per l’estate ormai alle porte, lasciando a bocca asciutta i turisti in cerca di ristoro.

MARIANO BOSETTI


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