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Verso EURO2020: Spagna senza Blancos, nel girone E c’è tanta Serie A

Verso EURO2020 girone E
Foto di UEFA.com.

06.06.2021 – Altro girone molto interessante, il girone D, al cui interno troviamo la selezione spagnola, quella polacca, la Svezia e la Slovacchia. Sulla carta, gli iberici sono favoriti, ma guai a sottovalutare le avversarie, soprattutto se queste hanno fatto fuori nazionali come l’Italia durante le qualificazioni al Mondiale in Russia (parliamo della Svezia) o se hanno bomber in grado di segnare praticamente in ogni momento (come Lewandowski della Polonia).

Gli stadi che ospiteranno le gare del girone B sono l’”Estadio de la Cartuja” di Siviglia (stadio che ospitò la finale di Coppa UEFA del 2003 tra Celtic e Porto) e uno stadio che conosciamo già: il “Saint Petersburg Stadium” di San Pietroburgo, già sede di tre gare del girone B, dove gioca la Russia. Proprio dalla città della Neva incomincerà il girone, visto che qui si sfideranno Polonia e Slovacchia alle 18 di lunedì 14 giugno. La Spagna giocherà tutte le proprie partite nell’impianto andaluso.

Questo il programma del girone E:

Giornata 1: Polonia-Slovacchia (14 giugnio alle 18, San Pietroburgo); Spagna-Svezia (14 giugno alle 21, Siviglia).

Giornata 2: Svezia-Slovacchia (18 giugno alle 15, San Pietroburgo); Spagna-Polonia (19 giugno alle 21, Siviglia).

Giornata 3: Svezia-Polonia (23 giugno alle 21, San Pietroburgo); Slovacchia-Spagna (23 giugno alle 21, Siviglia).

Spagna, nessun madridista per Luis Enrique

A fare particolarmente rumore, nella rosa della Spagna, sono le assenze dei giocatori del Real Madrid: nessun blanco, infatti, è stato selezionato dal commissario tecnico Luis Enrique per difendere i colori della Roja durante gli Europei. L’assenza di maggior peso è quella di Sergio Ramos, ma il difensore del Real aveva in effetti dichiarato di voler partecipare al torneo di calcio delle Olimpiadi di Tokyo, rinunciando dunque a quello che, vista l’età, potrebbe essere l’ultimo Europeo della sua carriera. Ci sono invece il campione d’Europa Azpilicueta, i blaugrana Jordi Alba, Busquets, Rodri e Pedri e il difensore basco Aymeric Laporte, che dopo non essere mai stato preso in considerazione dalla Francia (nazione da cui è convocabile) ha accettato la corte di Luis Enrique.

Portieri: De Gea (Manchester Utd), Sanchez (Brighton), Simon (Athletic Bilbao). Difensori: Alba (Barcellona), Azpilicueta (Chelsea), Garcia (Manchester City), Gayà (Valencia), Laporte (Manchester City), D. Llorente (Leeds), P. Torres (Villarreal). Centrocampisti: Alcantara (Liverpool), Busquets (Barcellona), Koke (Atletico Madrid), M. Llorente (Atletico Madrid), Olmo (Lipsia), Rodri (Barcellona), Ruiz (Napoli), Sarabia (Paris Saint Germain), F. Torres (Manchester City), Traoré (Wolverhampton). Attaccanti: Morata (Juventus), Moreno (Villarreal), Oyarzabal (Real Sociedad), Pedri (Barcellona). Allenatore: Luis Enrique.

Polonia: quanta Serie A!

Il nome più importante è sicuramente quello di Robert Lewandowski, capace, dopo quasi mezzo secolo, di battere il record di gol segnati in una singola edizione della Bundesliga tedesca da Gerd Muller: 41 i centri del polacco nell’ultimo campionato, contro i 40 di Muller nel 1972. Alle spalle del fuoriclasse del Bayern, però, c’è una rosa competitiva in cui figurano anche tanti calciatori della Serie A, a partire dai portieri (Skorupski e Szczesny), passando per Bereszynski e Glik in difesa, fino a Dawidowicz, Linetty e Zielinski a centrocampo. E in avanti, a fianco del bomber del Bayern, c’è Milik che gioca sì al Marsiglia, ma che è di proprietà del Napoli. Insomma, la rosa di Paulo Sousa (altra vecchia conoscenza della Serie A, avendo giocato per Inter e Juventus e avendo allenato la Fiorentina) ha tanta qualità e potrebbe dare parecchio fastidio alla Spagna.

Portieri: Fabianski (West Ham), Skorupski (Bologna), Szczesny (Juventus). Difensori: Bednarek (Southampton), Bereszynski (Sampdoria), Glik (Benevento), Helik (Barnsley), Kedziora (Dinamo Kiev), Piatkowski (Rakow Czestochowa), Puchacz (Lech Poznan), Rybus (Lokomotiv Mosca). Centrocampisti: Dawidowicz (Verona), Frankowski (Chicago Fire), Jóźwiak (Derby), Klich (Leeds), Kozłowski (Pogoń Szczecin), Krychowiak (Lokomotiv Mosca), Linetty (Torino), Moder (Brighton), Płacheta (Norwich), Zieliński (Napoli). Attaccanti: Kownacki (Fortuna Düsseldorf), Lewandowski (Bayern Monaco), Milik (Marseille), Świderski (PAOK), Świerczok (Piast Gliwice). Allenatore: Sousa.

Svezia: senza Ibra, occhio a Isak e Quaison

Dopo tanti anni di assenza dalla selezione svedese, questo Europeo avrebbe dovuto rivedere in campo con la maglia gialla re Zlatan. L’infortunio patito dal centravanti milanista nel finale di stagione, però, ha costretto Ibra a rinunciare a EURO2020 e il ct Andersson a dover progettare l’attacco senza il suo riferimento carismatico, oltre che tecnico. Non mancano, però, i nomi “da vetrina”: in difesa, la stella è Lindelof, mentre a centrocampo ci sono il blucerchiato Ekdal, il bolognese Svanberg e lo juventino Kulusevski, chiamato, dopo un’annata in chiaroscuro con i bianconeri, a trascinare la sua Nazionale almeno agli ottavi di finale. In assenza di Ibrahimovic, il peso dell’attacco è tutto sulle spalle della punta del Real Sociedad, Isak, che, nonostante l’età verdissima (non ha ancora 22 anni) ha già una discreta esperienza, visto che ha esordito con la nazionale scandinava nel 2017. Un altro nome da tenere d’occhio è quello di Quaison: centrocampista offensivo con un passato al Palermo, il giocatore del Mainz può essere uno dei giocatori in grado di fare la differenza.

Portieri: Johnsson (Copenaghen), Nordfeldt (Genclerbirligi), Olsen (Everton). Difensori: Augustinsson (Werder Brema), Bengtsson (Vejle), Danielson (Dalian Yifang), Granqvist (Helsingborg), Helander (Rangers), Jansson (Brentford), Krafth (Newcastle), Lindelöf (Manchester United), Lustig (AIK). Centrocampisti: Cajuste (Midtjylland), Claesson (Krasnodar), Ekdal (Sampdoria), Forsberg (Lipsia), Kulusevski (Juventus), S. Larsson (AIK), Olsson (Krasnodar), Quaison (Mainz), Sema (Watford), Svanberg (Bologna), Svensson (Guangzhou). Attaccanti: Berg (Krasnodar), Isak (Real Sociedad), J. Larsson (Spartak Mosca). Allenatore: Andersson.

Slovacchia: il centro della squadra è ancora Hamsik

Tra le quattro squadre del girone E, la Slovacchia è quella che sulla carta ha meno chanches di superare il girone. I nomi di rilievo, comunque, non mancano: a partire da Skriniar, difensore dalle grandi doti fisiche difficile da superare nell’uno contro uno, fino all’esperto Kucka che, nonostante la retrocessione del suo Parma, ha saputo dire la sua in Serie A anche quest’anno. Senza dimenticarsi di Lobotka, del Napoli, e del centrocampista del Sassuolo Haraslin. Il leader indiscusso della squadra, però, è un altro, anche lui con un passato (e di altissimo livello) in Serie A: Marek Hamsik, bandiera del Napoli dal 2007 al 2019 (di cui è diventato anche primatista di presenze e di reti, statistica quest’ultima in cui è stato recentemente sorpassato da Mertens). Dopo l’addio ai partenopei, l’esperienza in Cina, prima di tornare in Europa al Goteborg. Con 126 presenze e 26 gol, Marekiaro è il recordman di presenze con la nazionale slovacca.

Portieri: Dubravka (Newcastle), Kuciak (Lechia Danzica), Rodak (Fulham). Difensori: Hancko (Sparta Praga), Hubocan (Omonia), Koscelnik (Slovan Liberec), Pekarik (Hertha Berlino), Satka (Lech Poznan), Skriniar (Inter), Valjent (Maiorca), Vavro (Huesca). Centrocampisti: Benes (Augsburg), Duda (Colonia), Gregus (Minnesota), Hamsik (Goteborg), Haraslin (Sassuolo), Hromada (Slavia Praga), Hrosovsky (Genk), Kucka (Parma), Lobotka (Napoli), Suslov (Groningen), Weiss (Slovan Bratislava). Attaccanti: Bozenik (Feyenoord), Duris (Omonia Nicosia), Mak (Ferencváros), Schranz (Jablonec). Allenatore: Tarkovic.

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