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Uccise la sorella per aver «disonorato» il clan mafioso: dopo 26 anni è condannato all’ergastolo

di Lara Sirignano

Dopo 26 anni tre pentiti avevano fatto il nome di Alessandro Alleruzzo per l’omicidio nel 1995 di Nunziatina, entrambi figli del boss di Paternò. Lei aveva avuto altre relazioni mentre il marito era in carcere

Il nome dell’assassino venne fuori dopo 26 anni dall’omicidio. Un cold case risolto dalla Direzione distrettuale antimafia di Catania che scoprì che ad assassinare Nunziatina Alleruzzo, figlia del capomafia di Paternò Giuseppe, era stato il fratello, Alessandro. Un delitto che, nella logica distorta di Cosa Nostra, avrebbe dovuto ripulire l’onore della famiglia, visto che la vittima aveva tradito il marito mentre era in carcere gettando discredito sul clan. Oggi Alleruzzo, in carcere anche per associazione mafiosa, è stato condannato all’ergastolo per omicidio e occultamento di cadavere dalla Corte d’assise di Catania.

I tre pentiti

A svelare il mistero furono le rivelazioni di tre pentiti che avevano appreso i particolari sul giallo dagli ex compagni di cella di Alleruzzo con i quali l’assassino s’era confidato. Era stato il figlio del boss a raccontare di aver sparato due colpi in testa a Nunziatina, di essersi imbrattato del suo sangue e di averne poi buttato il corpo in un pozzo per riscattare l’onore della famiglia. La donna era scomparsa da casa il 30 maggio del 1995. Il figlio di 5 anni la vide uscire con lo zio. Il 25 marzo del 1998, i carabinieri grazie a due telefonate anonime trovarono in un pozzo dei resti di una donna. Il teschio presentava due fori provocati da due colpi di arma da fuoco. Il Dna fugò i dubbi: si trattava di ‘Nunziatina’ Alleruzzo.

Faida in famiglia

I pentiti racconteranno in seguito che era stato il cugino Santo, detto «la vipera», reggente del clan passato tra i ranghi dei collaboratori di giustizia dopo l’assassinio della moglie e del figlio, a intimare all’omicida di fare ritrovare il corpo della sorella per darle una sepoltura degna. A scatenare la rabbia di Alleruzzo, hanno svelato i pentiti, sarebbero state le relazioni sentimentali che la sorella avrebbe avuto con alcuni esponenti del clan e la decisione della donna di lasciare il marito. Tra gli amanti della vittima ci sarebbe stato il capomafia Giovanni Messina. Intercettato, parlando della morte di Nunziatina con un compagno di cella, aveva detto: «Alessandro è il mandante».

24 novembre 2022 (modifica il 24 novembre 2022 | 18:07)

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