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Treviso, ex discarica di via Orsenigo: da buco nero a bosco urbano con impianto fotovoltaico

TREVISO – La discarica di via Orsenigo a Treviso diventerà un bosco urbano con impianto fotovoltatico da 1 megawatt che permetterà di risparmiare l’emissione di ben 500 tonnellate di anidride carbonica l’anno.

È stato presentato questa mattina il progetto definitivo di bonifica e messa in sicurezza operativa e permanente della ex discarica di via Orsenigo, la più grande di tutto il comune di Treviso. L’area di 96mila metri quadrati, pari a 13 campi da calcio, è stata inserita nel Piano regionale delle Bonifiche della Regione Veneto in quanto rientra fra i siti inquinati per la presenza di discariche di rifiuti urbani.

I lavori permetteranno di riconsegnare lo spazio situato nel quartiere di Santa Bona alla collettività con un nuovo bosco urbano e un impianto fotovoltaico attraverso il quale sarà costituita una comunità energetica che potrà fornire energia a edifici pubblici, come scuole, case di riposo o impianti sportivi. Un’opera particolarmente importante che ha pochi precedenti a livello nazionale per la complessità di progettazione e benefici per collettività e la salute pubblica”. La fine dell’attività della discarica di via Orsenigo risale al 1980. Il contesto ha poi subito negli anni una serie di interventi, a partire dalla copertura con terreni fini limoso-argillosi, avvenuta fra il 2005 e il 2012. A partire dal 2010 è iniziata poi una serie di analisi e monitoraggi della falda e del biogas, che hanno preceduto l’accordo fra Ca’ Sugana e Consiglio di Bacino Priula per la messa in sicurezza e la gestione della discarica.

I lavori, che inizieranno entro dicembre e dureranno circa un anno, prevedono la sistemazione della copertura attraverso la regolazione della superficie dell’intera area per ridurre l’infiltrazione delle acque meteoriche, la messa a dimora piante e cespugli di vario tipo fino a coprire una superficie pari a 25mila metri quadrati e l’installazione di 15 pozzi per il monitoraggio e purificazione delle acque di falda. Verranno inoltre realizzati 11 bacini di raccolta scoperti (vasche di laminazione) con una capacità massima complessiva di 10mila metri cubi, per poter gestire anche eventi meteorici estremi. L’acqua piovana, purificata in un apposito impianto di trattamento, verrà infine reimmessa sul terreno.



Per la riqualificazione dell’area il Comune di Treviso ha ottenuto un finanziamento regionale di circa 4,3 milioni. “Quello di via Orsenigo è il più importante intervento ambientale mai realizzato a Treviso”, ha detto il sindaco  Mario Conte. “Un’area particolarmente ampia dove sorgerà un bosco urbano e un impianto fotovoltaico: un intervento che segue il doppio binario della sostenibilità energetica e ambientale. Ma soprattutto, verrà restituito alla comunità e al quartiere di Santa Bona quello che per anni è stato un vero e proprio buco nero”.

“Grazie alla successiva realizzazione dell’impianto fotovoltaico- afferma l’assessore alle Politiche Ambientali Alessandro Manera – Verrà costituita una comunità energetica attraverso la quale sarà possibile fornire energia pulita a edifici pubblici, potenzialmente può servire fino a 10 plessi scolastici”. “Da un cadavere eccellente come l’ex discarica di via Orsenigo si è arrivati ad un’opportunità dal punto di vista ambientale – sottolinea l’assessore regionale all’Ambiente Gianpaolo Bottacin. “A livello regionale abbiamo censito i siti inquinati, che sono 2891, e avviato bandi per andare a risanare le varie aree, pubbliche e private. Il Comune di Treviso ha avuto la capacità e la visione di intervenire con un progetto che può diventare un modello”.

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