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Trento, ecco il piano del Comune per ridurre del 40% le emissioni

TRENTO. Risparmiare 2.035 Mwh all’anno e 872 tonnellate di Co2 con l’installazione di nuovi punti luce intelligenti a led. Investire sulla riqualificazione energetica degli edifici comunali (sostituzioni di centrali termiche, serramenti, sistemi di controllo) e installare impianti per la produzione di energia rinnovabile, con un risparmio stimato in 6.624 Mwh all’anno e 4555 tonnellate di Co2. Efficientare gli impianti sportivi – dal grande intervento sulle Manazzon alla sostituzione del gruppo frigo del palaghiaccio, alle nuovi torri faro sui campi da calcio – con l’obiettivo di risparmiare 5.500 Mwh all’anno e 3175 tonnellate di Co2. Promuovere la riqualificazione dell’edilizia privata: già oggi in caso di nuovi edifici o di ristrutturazioni importanti è obbligatorio l’utilizzo di fonti di energia rinnovabile, ma in futuro il Regolamento edilizio potrebbe introdurre criteri energetici e ambientali più stringenti: in questo caso il risparmio energetico stimato è di 338.665 mwh all’anno e di oltre 78 mila tonnellate di Co2. Promuovere la diffusione delle comunità energetiche e del teleriscaldamento. Sviluppare la rete ciclabile e i percorsi per i pedoni (31.470 Mwh e 7.810 tonnellate di Co2 risparmiati), potenziare le infrastrutture del trasporto pubblico (73.440 Mgh e 18.220 tonnellate di Co2 in meno). Sostenere la filiera corta e la vendita di prodotti a km zero.

Queste sono solo alcune delle azioni del Paesc, il Piano d’azione per l’energia sostenibile e il clima – illustrato questa mattina dall’assessore Ezio Facchin, da Paola Rizzi e Patrizia Scaramuzza – già presentato alla Giunta comunale, alle Circoscrizioni e alla Commissione ambiente ed all’esame del Consiglio Comunale a metà novembre.

L’obiettivo minimo del Piano è la riduzione del 40% delle emissioni climalteranti entro il 2030 e l’integrazione delle politiche di mitigazione delle emissioni con le strategie di adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici. Ad oggi, con le misure del Paesc lo scenario 2030 prevede il 47% di riduzione delle emissioni di CO2, superiore al 40% richiesto e in avvicinamento rispetto ai più ambiziosi trend europei per l’accelerazione verso la neutralità climatica (-80% emissioni di Co2 al 2050).

Il Paesc è l’erede del Patto dei sindaci per il clima e l’energia, un movimento lanciato dalla Commissione europea nel 2008 con l’obiettivo di ridurre le emissioni di Co2 del 20 per cento entro il 2020. Con il Piano d’azione per l’energia sostenibile (Paes), approvato nel 2015, il Comune ha superato l’obiettivo europeo, raggiungendo nel 2019 una riduzione di CO2 del 22% rispetto al 2006, anno di riferimento. Il Paesc riprende da dove il Paes ha lasciato assumendosi impegni ancora più ambiziosi: oltre alla mitigazione delle emissioni per fermare l’effetto devastante dei gas serra, la diminuzione dell’inquinamento locale, il risparmio di risorse, l’adozione di misure per prevenire o ridurre al minimo i danni del cambiamento climatico, l’impulso a una transizione energetica che deve essere equa ed inclusiva, evitando fenomeni di povertà energetica.

Il Paesc prevede tre elementi centrali e un respiro a medio-lungo termine (2030- 2050): gli inventari dei consumi e delle emissioni, la mitigazione (prevista dal vecchio Paes) ovvero la decarbonizzazione dei territori, l’adattamento (nuovo elemento) che consiste nella riduzione dei rischi legati ai cambiamenti climatici. Il piano d’azione per l’energia sostenibile ed il clima è lo strumento di indirizzo politico per tutti gli altri documenti di pianificazione e di coordinamento delle politiche territoriali a diversi livelli. Il Piano è armonizzato e coerente con le strategie previste dal Piano energetico provinciale (Peap) e con gli obiettivi adottati a livello provinciale nell’ambito della Strategia provinciale di Sviluppo sostenibile (SproSS), che individua i 20 obiettivi di sostenibilità provinciali declinando a livello locale i 17 goals dell’Agenda 2030. Il Piano infine è coordinato con il Pums in via di adozione. Il percorso partecipativo del Piano è iniziato dall’interno, coinvolgendo fin dalla prima fase di elaborazione, tutti i Servizi comunali competenti. Successivamente la bozza è stata condivisa con i partner del Comune e gli stakeholders direttamente interessati. Sono state coinvolte anche l’Agenzia Provinciale per la Protezione dell’Ambiente e l’Agenzia Provinciale per le Risorse Idriche e l’Energia. In seguito a questa prima fase sono stati raccolti aggiornamenti, commenti e spunti dei cittadini.

Sono state coinvolte anche le Circoscrizioni comunali, a cui è stato chiesto di esprimere osservazioni. I cittadini e gli enti interessati potranno comunque in ogni momento inviare considerazioni o suggerimenti alla mail dedicata paesc@comune.trento.it. Il Comune dovrà, a due anni dall’approvazione del Paesc, presentare un report di monitoraggio qualitativo, ossia di avanzamento delle azioni. Ogni 4 anni invece dovrà essere presentato un monitoraggio completo che, oltre alla descrizione delle azioni intraprese, contenga un inventario aggiornato delle emissioni. C.L.

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