Nell’inchiesta di ieri, in esclusiva sul sito nicolaporro.it, abbiamo svelato la strana storia dell’aumento delle indennità dei dirigenti del ministero della Salute, infilato nel dl Semplificazioni per volere – assicurano fonti attendibili – dallo stesso ministro Roberto Speranza. Circa 50mila euro all’anno, ovviamente con i soldi degli italiani. Il caso si pone a poche ore di stanza dalla nomina di 14 direttori generali al ministero, numero spropositato che, probabilmente, verrà bloccato proprio dalla crisi di governo.

Speranza si sta preparando, con quasi ogni probabilità, ad abbandonare la carica di ministro, e sembra voler lasciando per così dire “il segno”. Il nostro scoop, già dopo poche ore dalla pubblicazione, è stato ripreso e rilanciato dal quotidiano romano Il Tempo, per poi finire questa mattina sulla prima pagina di Libero, in un pezzo a firma di Francesco Storace (grazie!).

Nel frattempo, però, dai pezzi alti del dicastero, tutto tace: nessuno, fino a questo momento, ha osato smentire il cavillo inserito nel bel mezzo del decreto. Eppure alcune domande sorgono spontanee: qual è il legame tra l’aumento delle indennità, di dirigenti e collaboratori di Speranza, e gli obiettivi del dl Semplificazioni? Sono soldi ben spesi? Era proprio necessario farlo a due mesi dalle elezioni? E soprattutto: perché è stato deciso di nascondere l’identità del firmatario dell’emendamento, sotto la formula “Le Commissioni”?

I quotidiani mainstream parlano di grandi progetti: Superbonus su tutti. Eppure, il decreto contiene anche questi interventi “strani”, che non sembrano rispondere esattamente alle esigenze del popolo italiano. Toc toc, ministro Speranza: ha qualche risposta da darci?

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