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Selvaggia Lucarelli criticata per essere andata in onda dopo la morte della madre: “Lo rifarei altre cento volte” – TvZoom

Lucarelli: “Nessuno può dirmi che cosa devo provare per la morte di mia madre”

Corriere della Sera, di Martina Pennisi, pag. 23

Come sta, innanzitutto?

Selvaggia Lucarelli prende fiato, come se stesse per tuffarsi in piscina. Riemergerà alla fine dell’intervista, aggrappandosi all’energia che la contraddistingue, velata da una stanchezza e una delusione chiaramente udibili. «Una premessa: i familiari di persone che soffrono di Alzheimer sono in qualche modo preparati. Il momento in cui svanisce l’essenza della persona per quello che è stata, per come tu te la ricordi, è un altro».

Quando è successo a lei con sua mamma Nadia, malata di Alzheimer e morta sabato di Covid a 79 anni?

«Due anni fa. Era rimasto solo il suo corpo, qualche sorriso, qualche sguardo in cui ci sembrava di scorgere un ricordo, un bagliore. Il vero addio è stato quando l’ho guardata negli occhi e ho capito che non mi riconosceva più».

L’hanno criticata perché ha partecipato alla puntata di Ballando.

«C’è un enorme corto circuito: siamo così abituati alla strumentalizzazione del dolore trasformato in pochi secondi in rivendicazioni, posizionamenti e fertilizzante per il proprio brand che se uno osa lasciarlo in una stanza, senza esibirlo e sventolarlo, viene additato come cinico».

Non lo ha lasciato in una stanza: lo ha scritto sui social.

«No: io non ho scritto cosa provo, ho scritto che è morta. E non accetto che mi si dica cosa dovrei provare. Si dà per scontato che la morte di un genitore debba voler dire sofferenza, dolore, che ci si debba chiudere in casa».

Con il senno di poi avrebbe evitato di andare in trasmissione?

«Non lascio che la retorica pubblica e il giudizio e il pregiudizio nei miei confronti condizioni e limitino le mie scelte. Lo rifarei altre cento volte».

Sua mamma è morta di Covid. E di compromessi, ha scritto nel suo post.

«Sì: noi tutti abbiamo accettato che continueranno a morire 2omila persone all’anno per permettere ai più giovani e ai più forti di andare avanti. La pandemia è stata rimossa anche dalla sanità: mia mamma ha trovato posto in reparto nell’ospedale in cui era stata trasferita, dopo quattro giorni in pronto soccorso, solo perché mi ero esposta pubblicamente».

Nadia avrebbe accettato il compromesso?

«E sempre stata generosissima, certo che lo avrebbe accettato. Come noi abbiamo accettato di correre il rischio di andare a trovarla nella residenza per anziani, prima che venisse trasferita in ospedale: abbiamo il dubbio di averle portato noi il Covid, ma qual era l’alternativa? Non vederla più e ricevere un giorno una telefonata che ci diceva che era morta di Alzheimer? È un bivio dolorosissimo».

(Continua sul Corriere della Sera)

(Nella foto Selvaggia Lucarelli)

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