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Russia e Iran aggirano le sanzioni sull’aerospazio. Ecco come

Iran e Russia siglano un accordo per cooperare sull’aerospazio per aggirare le sanzioni occidentali. Sarà una via per far arrivare i droni a Mosca?

L’Iran inizierà a fornire alla Russia parti e attrezzature per aerei e a fornire assistenza ai velivoli russi grazie a un nuovo accordo firmato tra i due Paesi. Mentre Unione Europea e Stati Uniti si sono mossi per isolare Mosca, trovando sostegno anche da Giappone e Corea del Sud, dopo che il presidente russo Vladimir Putin ha ordinato l’invasione dell’Ucraina, la Russia si è rivolta ad altre nazioni, tra cui l’Iran, per aggirare le sanzioni e superare l’impatto economico immediato.

La Cina e l’India hanno acquistato energia russa; la Cina ha concluso alcuni accordi commerciali chiave con il suo vicino settentrionale (per altro ricambiati con forme di appoggio politico come quello fornito sulla sovranità cinese su Taiwan); l’Iran ha firmato un accordo per fornire assistenza (intanto) su componentistica aerospaziale a Mosca.

L’accordo prevede anche l’impegno ad aumentare i voli tra le due nazioni – un impulso significativo quando solo circa 19 Paesi o Stati forniscono accesso diretto alla Russia. L’intesa è il frutto diretto delle recenti visite del ministro degli Esteri russo e del presidente Putin a Teheran.

Nelle scorse settimane, il consigliere per la sicurezza nazionale statunitense, Jake Sullivan, ha rivelato che le agenzie di intelligence americane avevano ottenuto informazioni indicanti che Teheran avrebbe fornito a Mosca droni militari, e addestrato i russi al loro utilizzo.

Al momento, per ammissione del portavoce della Casa Bianca, non ci sono evidenze di spedizioni di mezzi iraniani alla Russia, tuttavia l’amministrazione Biden ritiene che qualcosa sia in movimento. Alcuni analisti, come Nicholas Carl dell’America Enterprise Institute, ipotizzano che i modelli specifici possano essere gli Shahed 129 e Shahed 191.

La cooperazione sul settore aerospaziale tra Russia e Iran è in corso e in rafforzamento da un po’ di tempo. Tuttavia l’accordo firmato il 26 luglio comporta un salto di qualità per il dossier. Per esempio, l’aumento da 2 a 35 voli settimanali tra Iran e Russia può essere un modo per camuffare – in mezzo alla massa – l’invio di componentistiche per aeromobili (anche militari).

In questo traffico per altro dovrebbero finire coinvolti vettori aerei finiti già sotto i riflettori delle intelligence statunitense e israeliana (e anche dei servizi europei) perché connessi alla rete economico-commerciale dei Pasdaran e al mondo delle operazioni esterne (quello del Quds Force).

Per esempio, una delle compagnie che aumenterà i voli russo-iraniani dovrebbe essere la Civil Aviation Organization (CAO), guidata un tempo da Mohammad Mohammadi Bakhsh, ex capo della Pouya Air, già sanzionata dagli Stati Uniti perché forniva assistenza al sanguinoso regime assadista.

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