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Rotta balcanica e minori non accompagnati: Roma fissa i paletti sul confine orientale

TRIESTE – Ci sono stati due meeting diversi, oggi in Prefettura a Trieste. Il primo a porte chiuse, con le istituzioni locali sedute davanti al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi per evidenziare i problemi del territorio in materia di immigrazione. Il secondo, poco dopo, con gli organi di informazione ai quali è stato concesso il tempo di sei domande, la maggior parte incentrate sulla rotta balcanica e i flussi migratori che ormai da anni interessano il Friuli Venezia Giulia. Ufficialmente bocche cucite da parte del governo sul primo tavolo, mentre per la Regione ci hanno pensato il governatore Massimiliano Fedriga e l’assessore Pierpaolo Roberti a dare qualche informazione in merito. Presenti al tavolo, tra gli altri, il nuovo prefetto Pietro Signoriello, il questore Pietro Ostuni, il procuratore Antonio De Nicolo e il sindaco di Trieste Roberto Dipiazza. 

Focus quindi sì sulla rotta dei migranti, ma anche e soprattutto sul tema dei minori non accompagnati che vede in prima fila, dal punto di vista delle risorse impiegate, lo Stato e la Regione. Per il governatore c’è la necessità di “un intervento per superare gli attuali problemi esistenti sotto il profilo legislativo. Il modello dell’accoglienza diffusa ha dimostrato l’impossibilità di garantire un controllo sulle attività dei migranti. E’ necessario adottare modelli diversi e favorire una maggiore collaborazione internazionale sul tema dell’immigrazione con il coinvolgimento anche di Paesi extra Ue”. Non è un mistero che i milioni di euro spesi ogni anno nella gestione del fenomeno (a Trieste siamo sui sette milioni circa), al centrodestra non piacciano granché, e proprio per questo l’idea di alleggerire la presenza migratoria sul territorio non dispiace. 

Le polemiche 

Piantedosi incassa l’endorsement da parte della maggioranza di centrodestra locale e rilancia sul tema delle riammissioni informali. La prudenza dimostrata da altri esponenti del governo nelle settimane precedenti (a causa delle questioni giudiziarie definite “pendenti” dal sottosegretario all’Interno Emanuele Prisco) viene messa da parte. “Sono strumenti utili, che vanno riattivati e rafforzati” risponde il titolare del Viminale. Con il cambio repentino ai vertici della prefettura (Vardè nella Capitale e Signoriello in piazza Unità), ecco che l’esecutivo punta a cambiare ritmo e a gestire con pugno di ferro il flusso di migranti sull’amato confine orientale. I sindacati di polizia esprimono soddisfazione per le parole e le promesse, per poi però lamentare che uomini ed equipaggiamenti rimangono gli stessi, o quasi. Fratelli d’Italia gongola, si gode una leadership indiscussa e tiene sulla corda tutti gli altri alleati. E’ il partito della Meloni ad aver spinto per alzare l’attenzione sul tema, forte del suo radicamento sulla frontiera ad est: “Non ci può essere solo Lampedusa quando si parla di migranti” è ritornello che gli esponenti del centro destra locale ripetono da sempre. 

Ics e Moretuzzo

La polemica tra il mondo dell’accoglienza ed un Viminale invece infuria a colpi di comunicati stampa. Nella questione delle riammissioni interviene l’Istituto Consorzio di Solidarietà, con Gianfranco Schiavone. “Le dichiarazioni rilasciate dal ministro Piantedosi sono di un’inaudita gravità per chi svolge una funzione istituzionale che dovrebbe essere a presidio della legalità. Cosa c’è dietro l’ossessione di volere riprendere una condotta illegale che getta vergogna sulle istituzioni italiane? ICS agirà in tutte le sedi necessarie verso ogni violazione della legalità”. Nel dibattito spazio poi alla nota di Massimo Moretuzzo de Il Patto per l’Autonomia, da qualche giorno ufficialmente l’anti Fedriga della coalizione di centrosinistra alle prossime regionali. “Non è accettabile che l’unica parola d’ordine sia “respingimenti” mentre tante persone migranti, compresi donne e bambini, dormono ogni notte all’addiaccio nei pressi delle stazioni ferroviarie di Trieste e Gorizia e che tutto sia scaricato sui gruppi di volontari e sulle associazioni che cercano di prestare un minimo di soccorso”. C’è da scommettere che i migranti torneranno ad essere tema da campagna elettorale.   

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