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Roger Federer si ritira: il tennis che si è fatto uomo, l’uomo diventato leggenda

Roger Federer appende la racchetta al chiodo: il campione svizzero si ritira perdendo il doppio con Nadal nella Laver Cup. Da oggi sarà la leggenda più grande del tennis

La Laver Cup non è mai stata così importante. Una sfida poco più che amichevole, fra i migliori talenti di Europa vs Resto del mondo, si è trasformata nell’evento di tennis dell’anno. Il motivo? L’ultimo match nel circuito giocato da Roger Federer. Il campione svizzero, nei giorni scorsi, aveva annunciato il ritiro a causa dei continui problemi fisici che lo hanno tormentato negli ultimi anni. La carta d’identità in questo caso (41 anni), non aiuta. L’ultima chance di vederlo competere è diventata una sorta di 5° Slam in calendario, una ‘last dance’ imperdibile che ha attirato l’attenzione di tutti.

Non si arrabbierà Rod Laver se il torneo, almeno per questa edizione, potrebbe essere ribattezzato Roger Cup. Sembra la festa di Federer. In campo alcuni fra i migliori talenti del circuito, seppur la bilancia del talento penda per il Vecchio Continente: Federer, Nadal, Djokovic e Murray tutti nello stesso team, insieme a Tsitsipas e Ruud. Lo svizzero si è fatto da parte per il singolare (giocherà Berrettini), l’ultimo desiderio è stato giocare in doppio con l’amico/rivela di sempre, Rafael Nadal.

Quarantadue Slam in due, i “Fedal” sono scesi in campo contro gli statunitensi Jack Sock e Frances Tiafoe. Tutt’altro che una passerella, match giocato a viso aperto fino a tarda notte: 6-4 per per Federer-Nadal al primo set, 6-7 (2-7) al tie-break per gli americani. Il super tie-break nel terzo set premia 9-11 Sock e Tiafoe che rendono un po’ più amara l’ultima notte di Federer che sul 9-8 aveva avuto il servizio della vittoria.

Lacrime generali, adesso è davvero finita. Cala il sipario su una carriera leggendaria. Da biondo ‘bad boy’ ad inizio carriera a icona di sport ed eleganza. Dritto, rovescio, servizio, volèe, Sabr, tweener e chi più ne ha più ne metta, un repertorio eseguito con l’eleganza di un Maestro d’orchestra, un tennis elevato a sinfonia. Bellissimo, ma anche letale. La voce ‘vittorie’ in carriera recita 1251, 103 i titoli, 20 gli Slam: 6 Australian Open, 1 Roland Garros, 8 Wimbledon e 5 US Open. L’atleta che diventa volto indiscusso dello sport che pratica, il tennis che si è fatto uomo.

L’immagine di un vincente, ma anche di un campione umano. Hanno fatto la storia le lacrime amare versate agli Australian Open 2009 dopo la finale persa contro Nadal, “questa cosa mi sta uccidendo”. Nel 2019 la chance di portarsi a casa l’ultimo Wimbledon, sfumata per un clamoroso errore sul match point contro Djokovic. Il canto del cigno. Nadal e Djokovic, i suoi più acerrimi rivali, partner di rivalità passate alla storia dello sport, oggi compagni di squadra, al suo fianco per l’ultima volta.

Lo show è finito. Federer da oggi sarà ‘solo’ marito di Mirka, moglie, manager e roccia della sua vita, nonchè papà di Leo e Lennart. Per il tennis non sarà un ‘fantasma’, tornerà al di fuori del circuito competitivo, lo ha promesso. Con un po’ di malinconia, come sempre accade quando un grande sportivo si ritira, non ci resta che un’agrodolce constatazione: la bellezza non può sottrarsi allo scorrere del tempo, anche se sei lo svizzero più famoso della storia e testimonial Rolex. L’ultimo punto non arriva con la racchetta, ma con la penna, accompagna la parola fine, chiude una carriera unica. Roger Federer da oggi è leggenda.

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