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Qual è l’origine della Palacinka? Un piatto (squisitamente)…

12.09.2022 – 10.09 – L’incerta denominazione della palacinka ne tradisce l’origine meticcia, frutto di incroci, sovrapposizioni, contaminazioni: palacinta in italiano, placenta in latino, placsinta in ungherese, plăcintă in rumeno, palatschinken in tedesco.

Ma che cos’è la palacinka? È alla fin fine un preparato estremamente semplice: una frittata dolce di farina, uova, latte e zucchero cosparsa di marmellata e arrotolata su sé stessa. Nei territori italiani vengono chiamate crespelle e, sotto sotto, la distinzione dalle meglio note omelette è sottile, quasi inesistente. Se ne possono creare di infinite varietà; ne ricordiamo quelle salate, con il formaggio fresco o il bianco e danubiano kajmak. Solitamente vengono consumate con forchetta e coltello, tagliate a fette. Se la filiazione nazionale è magiara, nell’ottocento la palacinka era un piatto tipico dell’Istria e del litorale austriaco, trasversale alle etnie che vi vivevano. Solo nel novecento, parallelamente ai nuovi confini e all’evoluzione dei nuovi stati-nazione, vi è stata un’appropriazione del piatto, di volta in volta conteso tra più lingue e più popoli. Se proprio occorre trovare una nazione padre della palacinka, questa sembra essere l’Ungheria; ma è un piatto innegabilmente anche di animo balcanico e austriaco, difficile da incasellare. Oggigiorno sembra congeniale definirlo, nella sua semplicità, un piatto mitteleuropeo.

[z.s.]

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