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Procura di Treviso, carenza di personale amministrativo sfora il 40%: “Numeri ormai intollerabili”

Gabriella Pieretto, Emmanuele Viviano Rsu della Procura di Treviso e Carlo Alzetta Cisl Fp

TREVISO La grave e cronica mancanza di lavoratori che si trascina da anni nella giustizia trevigiana ha portato questa mattina, martedì, la Rsu della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Treviso, i rappresentanti sindacali della Cisl Fp, unitamente al procuratore della repubblica di Treviso Marco Martani, in prefettura a Treviso, al tavolo di conciliazione per un incontro convocato dal Prefetto di Treviso Angelo Sidoti. Il personale amministrativo della Procura di Treviso lo scorso 12 maggio ha proclamato lo stato di agitazione per la carenza di organico che sfiora il 40%. A fronte di una pianta organica di 42 unità, il personale amministrativo in servizio effettivo attualmente è di appena 26 lavoratori, e già nei prossimi mesi sono previsti altri pensionamenti. Numeri ormai intollerabili che mettono a rischio il funzionamento stesso della procura trevigiana. All’appello mancano 16 lavoratori.

“Abbiamo apprezzato lo sforzo del Procuratore che ha avviato interlocuzioni sia col Ministero, sia con la Regione per l’assunzione diretta di due ausiliari e per poter utilizzare una parte del recente personale assunto per l’Ufficio del Processo. Ma allo stato attuale riteniamo che queste misure siano insufficienti, dato che in Procura mancano all’appello 16 unità lavorative”, spiega al termine dell’incontro Emmanuele Viviano, Rsu della Procura di Treviso con Gabriella Pieretto. “Per questo abbiamo ritenuto di non sospendere lo stato di agitazione anche per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Ci auguriamo che l’amministrazione si attivi per trovare delle soluzioni certe e con dei numeri che tengano conto della reale carenza di organico”.

Al momento non è escluso lo sciopero da parte dei lavoratori. “Non è possibile – afferma Carlo Alzetta della Cisl Fp Belluno Treviso – per quanto concerne le assunzioni, pensare di procedere a ‘spizzichi e bocconi’, cercando di mettere una pezza con pochissime assunzioni che non tengono minimamente conto dell’esodo continuo dei pensionamenti, abusando del senso del dovere e dello spirito di sacrifico dei pochi lavoratori rimasti in Procura. Serve un piano di assunzioni che tenga conto del reale fabbisogno di personale amministrativo”. “Ci chiediamo – aggiungono Viviano e Alzetta – come si possano assistere un procuratore e 12 sostituti procuratori con una carenza di organico così drammatica, dovendo assicurare allo stesso tempo tutti gli altri servizi e uffici come le spese di giustizia, il dibattimento, le esecuzioni penali, il personale, il casellario giudiziario, gli sportelli per il pubblico”.

“Per tamponare la situazione attuale si potrebbe attivare un interpello straordinario, una mobilità da altre amministrazione o delle convenzioni, ad esempio con il Tribunale, per la gestione in comune di alcune incombenze – conclude Alzetta -. Auspichiamo inoltre un intervento del presidente della Regione così come dell’Anci Veneto per voce del presidente Mario Conte, consapevoli che i problemi della nostra città sono gli stessi di tutti gli uffici giudiziari del Veneto e che sarebbe utile da parte delle istituzioni venete un’azione di sensibilizzazione e richiamo di Roma”. I lavoratori il 31 maggio si riuniranno in assemblea per deliberare le azioni necessarie per continuare a richiamare il Ministero sul rispetto delle previsioni della pianta organica dei lavoratori.

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