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Poste Italiane emette il francobollo commemorativo di Domenico Fioritto nel 150° anniversario della nascita

Poste Italiane emette il francobollo commemorativo di Domenico Fioritto. Poste Italiane comunica che oggi 3 agosto 2022 viene emesso dal Ministero dello Sviluppo

Economico un francobollo commemorativo di Domenico Fioritto, nel 150° anniversario della

nascita, con indicazione tariffaria B pari a 1,20 €.

Poste Italiane emette il francobollo commemorativo di Domenico Fioritto

Tiratura: trecentomila esemplari. Foglio da quarantacinque esemplari.Il francobollo è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva, non fluorescente.

Bozzetto a cura di Tiziana Trinca

La vignetta riproduce un ritratto di Domenico Fioritto in primo piano su una veduta della casa

natale di San Nicandro Garganico, oggi sede della Biblioteca Comunale e di un Museo Civico.

Completano il francobollo la legenda “DOMENICO FIORITTO”, le date “1872 – 1952”, la scritta

“ITALIA” e l’indicazione tariffaria “B”.

L’annullo primo giorno di emissione sarà disponibile presso lo sportello filatelico dell’ufficio postale di Sannicandro Garganico (FG).

Il francobollo e i prodotti filatelici correlati, cartoline, tessere e bollettini illustrativi saranno

disponibili presso gli Uffici Postali con sportello filatelico, gli “Spazio Filatelia” di Firenze, Genova,

Milano, Napoli, Roma, Roma 1, Torino, Trieste, Venezia, Verona e sul sito poste.it .

Per l’occasione è stata realizzata anche una cartella filatelica in formato A4 a tre ante,

contenente una quartina di francobolli, un francobollo singolo, una cartolina annullata ed

affrancata e una busta primo giorno di emissione, al prezzo di 15€.

Biografia di Domenico Fioritto. Testo Bollettino

Domenico Fioritto nasce a San Nicandro Garganico (FG), alle porte del Gargano, il 3 agosto del 1872 da famiglia di notabili borghesi, con ascendenti liberali e rivoluzionari sin dagli albori del Risorgimento. Dopo gli studi classici a Foggia, si trasferisce a Napoli dove consegue la laurea in Giurisprudenza.

Formatosi all’ideologia repubblicana di Giovanni Bovio e negli ambienti intellettuali partenopei, nel 1894 aderisce al neonato Partito Socialista Italiano. Tre anni dopo, combatte nello scontro di Domokos in Tessaglia, nella guerra di indipendenza della Grecia dai Turchi.

Rientrato in Italia, nel 1898 partecipa al primo Congresso provinciale del Partito Socialista di Capitanata. Ne sortirà con un’intensa attività volta ad organizzare sul territorio il Partito Socialista, riunendo personaggi del ceto medio e della borghesia intellettuale.

Nel 1902 è tra gli organizzatori del primo Congresso regionale dei contadini pugliesi, che sancisce la costituzione di due importanti organismi: la Federazione dei contadini e la Camera del Lavoro provinciale.

L’idea di dare un’organizzazione politica alle masse disordinate di braccianti e proletari per la loro emancipazione, si concretizza nelle costituzioni delle leghe contadine e nella loro capillare strutturazione: emblematica l’elargizione generosa di un pezzo di terra di sua proprietà alla Lega dei Contadini di San Nicandro Garganico, dove nel 1910 i braccianti costruiranno con le proprie mani la loro Casa del Popolo.

Al Congresso di Firenze del 1908 entra nella direzione nazionale del PSI. Partecipa al Congresso pugliese nell’aprile 1912 e nel luglio successivo è rieletto nella direzione nazionale. Dopo il Congresso di Livorno, che sancisce la nascita del Partito Comunista d’Italia, partecipa al XVIII Congresso del PSI (10-15 ottobre 1921), divenendone segretario nazionale fino al 1923.

Nel frattempo, imperversa in Italia il fascismo e Fioritto decide di ritirarsi gradualmente a vita privata, principalmente a Napoli, pur mantenendo la massima fedeltà alle sue idee politiche e conservando i contatti con i suoi compagni di partito, senza mai desistere dall’avversione al regime.

Mentre si delinea il destino italiano nel secondo conflitto mondiale, Fioritto raccoglie l’insofferenza della popolazione e le pesanti condizioni di vita, contribuendo notevolmente alla riorganizzazione del Partito in Capitanata, soprattutto dal settembre 1943: rinserra le fila della sezione sannicandrese ed è eletto segretario provinciale del Partito.

Nell’ottobre successivo, è presidente del Comitato di Liberazione provinciale e a dicembre è nominato dal prefetto di Foggia dapprima commissario e poi, per cinque anni, primo presidente della Deputazione provinciale di Foggia.

Mantiene incarichi anche in seno alla direzione nazionale del Partito fino al 1946 quando, all’età di 74 anni, entra con un larghissimo consenso (22.358 voti) nell’Assemblea Costituente.

Eletto consigliere comunale di San Nicandro Garganico nel 1952 con il massimo delle preferenze, gli fu proposta la carica di sindaco, a cui dovette rinunciare: morirà nella sua città natale il 25 luglio dello stesso anno.

I suoi funerali, celebrati in forma laica, saranno un tripudio di personaggi politici di ogni rango, con una partecipazione di popolo mai vista in altre occasioni: il tributo spontaneo e doveroso ad un politico di altissima levatura, al “fascinatore” energico e affidabile del popolo, che ha contribuito notevolmente, con colta eloquenza e incessante zelo, a tracciare la strada per l’Italia democratica.

Matteo Vocale

Sindaco di San Nicandro Garganico

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