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Nuove assunzioni per lo Spazio. Argotec cerca ingegneri e tecnici

Con un piano di cento assunzioni, l’azienda spaziale con base a Torino, intende crescere ancora, sia in Italia che negli Usa. E intanto si prepara ad essere l’unica azienda al mondo che, nel 2022, avrà due satelliti nel deep space, LiciaCube e ArgoMoon

Cresce lo Spazio italiano. L’azienda torinese Argotec, attiva nel settore aerospaziale specializzata nei satelliti, ha lanciato un piano straordinario di assunzioni per le sue sedi italiana e statunitense. Sono cento le posizioni aperte, e le figure ricercate vanno dagli ingegneri aerospaziali, elettronici, meccanici, informatici ai laureati in materie Stem fino agli esperti amministrativi. Per tutte è previsto l’inserimento nell’organico aziendale, con specifici percorsi di crescita, in linea con gli sviluppi e le progettualità aziendali. Come spiegato dal fondatore e amministratore delegato dell’azienda, David Avino, “con il progetto di inserire stabilmente in organico cento nuovi colleghi prevediamo di investire almeno cinque milioni per ogni periodo di esercizio, segnando l’inizio di una nuova fase per Argotec e per il suo futuro, in linea con il nostro business plan”.

Crescita internazionale dal cuore italiano

L’investimento nel piano di assunzioni risponde, ha spiegato ancora Avino, “a un’importante crescita dell’azienda e ad ambiziosi progetti di espansione, in particolare per ciò che riguarda la capacità operativa di manufacturing, sia orizzontale, con la creazione di nuove e diverse progettualità, sia verticale, in termini di scalabilità produttiva”. Le nuove figure saranno coinvolte sui progetti legati al Pnrr, con particolare riferimento al settore dell’osservazione della Terra. “Il nostro obiettivo in termini di investimenti e ricadute occupazionali, è l’Italia, che rimane il Paese in cui siamo nati e in cui vogliamo crescere, facendo di Torino e del Piemonte il nostro epicentro. Ma abbiamo già avviato anche un’espansione internazionale, negli Usa dove dal 2020 siamo presenti con una seconda sede”.

Le partnership internazionali

“Negli anni abbiamo sempre avuto un approccio molto conservativo nel comunicare gli obiettivi raggiunti, preferiamo far parlare i risultati, motivo per cui consideriamo questi progressi, in termini di contratti e assunzioni, come la naturale conseguenza di un duro lavoro portato avanti negli anni con partnership governative e commerciali, nazionali e internazionali, come Nasa, Esa e Asi”, ha aggiunto l’amministratore delegato di Agrotec. Al momento, infatti, la società ha due suoi satelliti che per la fine del 2022 saranno nello Spazio profondo, LiciaCube e ArgoMoon, in missione insieme alla Nasa.

Verso la luna…

ArgoMoon è un cubesat realizzato da Argotec per conto dell’Agenzia spaziale italiana, e accompagnerà la prima missione del programma Artemis. Il cubesat sarà presente sul vettore americano Space launch system (Sls) che porterà in orbita cislunare Orion, la capsula progettata per portare la prima donna e il prossimo uomo sulla Luna. Il satellite italiano avrà il compito di riprendere le operazioni dello Sls, che al momento del rilascio dei cubesat non potrà inviare segnali a Terra. ArgoMoon sarà il primo oggetto italiano a volare verso la Luna, e al momento si trova sulla rampa di lancio 39B al Kennedy space center della Nasa in Florida, pronto a partire alla volta del nostro satellite. L’apparecchio è un piccolo satellite miniaturizzato, misurando appena 20x30x10 centimetri e pesando solo 14 chili. Grazie alla miniaturizzazione delle componenti, tuttavia, è in grado di eseguire le stesse operazioni di satelliti più grandi.

… e oltre

LiciaCube, invece, fa parte della missione Dart, lanciata a novembre 2021 dalla Nasa con l’obiettivo di verificare la fattibilità di difendere la Terra deviando la traiettoria di una potenziale minaccia. Dart si sta dirigendo nello spazio profondo verso il sistema binario composto dai due asteroidi Didymos e Dimorphos. Una volta sull’obiettivo la sonda americana si lancerà contro Dimorphos, il più piccolo dei due, cercando di modificarne l’orbita. Circa dieci giorni prima della collisione, si staccherà il satellite italiano per consentirgli di registrare le immagini dell’urto.

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