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Oggi si respira invece tutta un’altra aria. Quelli di Elliott sono stati chiarissimi, l’Europa League è una mission aziendale. Per varie ragioni: tecniche, d’immagine e anche economiche, dato che accedere ai gironi porta una ventina di milioni di euro, denaro che darà una mano al bilancio, che quest’anno si chiuderà con un rosso attorno ai 100 milioni. Ma l’Europa League è di più, è anche una formidabile opportunità, visto che vincerla dà diritto a un posto in Champions. E siccome il vero obiettivo stagionale del Diavolo è tornare nella coppa principale — il giardino berlusconiano quello era, mica l’Europa League — tenersi aperti entrambi i sentieri è una buona idea. In campionato la concorrenza per i primi quattro posti sarà spietata, ecco perché quello di giovedì sera a Dublino, nel secondo turno preliminare contro lo Shamrock Rovers, in gara secca, sarà già il primo vero crocevia stagionale.

Di qua o di là, non c’è via di mezzo: una vittoria aprirebbe la strada al secondo dei tre turni preliminari, contro i norvegesi del Bodo Glimt o i lituani dell’Algiris Vilnius, una sconfitta sarebbe invece un clamoroso fallimento. L’allenatore Bradley ci crede: «Soffriremo, ma possiamo fare male al Milan». La squadra irlandese, 275ª del ranking Uefa, non dovrebbe tuttavia avere la caratura per tirare scherzi. Lo scarto tecnico è evidente, ma non si mai. Da qui la saggia scelta di Pioli di evitare esperimenti: domani giocherà la migliore squadra possibile. Non ci saranno Romagnoli per infortunio, Rebic per squalifica e Leao per la quarantena: per il resto, solo prime scelte. Tonali, il colpo dell’estate che ha dato la misura della serietà delle rinnovate ambizioni del club, partirà dalla panchina.

Chi ci sarà di certo è Ibrahimovic, il campione che da gennaio ha risvegliato il Diavolo trascinandolo in Europa. La presenza di Zlatan il potenziatore ha fatto migliorare tutti: con lui, è un altro Milan. La sua conferma è stata fondamentale e ha contribuito in maniera decisiva a mantenere l’entusiasmo alle stelle.

Quella che inizia giovedì è una stagione nuova, chiaro, ma è altrettanto vero che il Milan finalmente non riparte da zero. A che sono servite le immancabili rivoluzioni estive degli ultimi anni? A poco o niente, già. Ecco perché questa scelta di continuità è già un’ottima base di partenza. Certo, qualche nodo da sciogliere ancora c’è. Servono un difensore centrale e un mediano, arriveranno, mentre per quanto riguarda il vice Ibra i dirigenti dell’area tecnica sembrano sempre orientati a non andare sul mercato.

Qui qualche perplessità resta. C’è il giovane Colombo, di cui si parla parecchio bene e che merita di trovare spazio, ma forse un attaccante più strutturato farebbe comodo. Zlatan è senza età, vero. Ma la stagione sarà lunga e logorante. E la missione Champions, troppo importante.

15 settembre 2020 (modifica il 15 settembre 2020 | 22:58)

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