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Medici no vax, ministero valuta provvedimenti contro regioni che si oppongono al rientro

Alla luce della decisione di far reintegrare i medici no vax in corsia, il ministero ha annunciato provvedimenti con le regioni contrarie.

Medici no vax regioni

Uno dei provvedimenti portati avanti dal Governo Meloni, è stato il ritorno anticipato dei medici sospesi dalla loro professione perché non hanno scelto di aderire agli obblighi vaccinali.

Ora il ministero della Salute guidato da Orazio Schillaci, sta valutando provvedimenti legali contro le regioni che si oppongono a tale rientro.

Lo ha annunciato lo stesso neoministro ai microfoni di Rai Radio1: “Stiamo valutando con i nostri legali”, è quanto ha affermato.

Medici no vax, il ministero della Salute valuta provvedimenti contro regioni contrarie

Schillaci ha in particolare dichiarato che “l’aver messo a lavorare persone che comunque sarebbero rientrate tra due mesi è solamente dare un po’ di ossigeno a tante carenze. Penso che il rientro di medici e infermieri in anticipo sia anche un segno di pacificazione”.

Nel frattempo sia la Puglia che la Campania – come è noto – si sono opposte.

L’assessore della sanità Palese ha ricordato che in Puglia vige una legge del 2018 e aggiornata nel 2021 secondo la quale i medici sono tenuti, oltre che a vaccinarsi contro il Covid, anche con altri 10 vaccini, tra i quali sono inclusi, per fare un esempio, anche tetano, influenza, morbillo e epatite B.

De Luca: “Decisione di riammettere medici no vax è sbagliata”

Altrettanta contrarietà è stata manifestata dal presidente della regione Campania Vincenzo De Luca che, nel corso di una diretta Facebook ha affermato: “La decisione del Governo di riammettere i no vax negli ospedali è stata una decisione sbagliata, per qualche verso irresponsabile, e soprattutto mistificatoria”.

Proprio per questo motivo il Governatore ha trasmesso ai direttori di ASL e Aziende Ospedaliere una direttiva attraverso la quale “si fa obbligo di definire l’impiego del personale sanitario non vaccinato tutelando la salute dei pazienti e degli operatori vaccinati”.

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