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Marco Tomasi, 33 anni e grandi ambizioni: “Ecco come sarà il mio Fregona”

“Nella mia testa c’è l’idea di salire in promozione nell’arco di due anni”

| Roberto Silvestrin |

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marco tomasi

FREGONA – 33 anni e tante idee (chiare) in testa. Marco Tomasi, neo presidente del Fregona Calcio, rappresenta il “nuovo che avanza”. E’ ambizioso, ama la sua squadra e vuole portare una ventata di aria nuova in tutto l’ambiente. Originario di Anzano, vive a Jesolo e gestisce della attività nel vittoriese.

La sua ricetta prevede una certa dose di spirito imprenditoriale, obiettivi chiari e affetto per la maglia bianco-azzurra. Recentemente il Fregona è ripartito dalla terza categoria, e in tre anni ha conquistato due promozioni. Il prossimo anno affronterà il campionato di prima categoria. Negli ultimi due anni la squadra ha potuto contare su un gruppo affiatato, composto da giocatori che hanno giocato senza rimborsi spese.

“Sono stato uno dei primi sponsor – spiega il giovane presidente -. Questi giocatori sono tornati qui per dare una mano alla nostra squadra. La promozione di quest’anno era nell’aria, ma abbiamo dovuto aspettare il ripescaggio fino all’ultimo. Ora voglio iniziare una fase di rinnovamento”. Tomasi sta gettando le basi per “lungo percorso all’interno di questa società”. “Innanzitutto voglio cercare di mantenere la squadra in prima categoria e di fare una bella figura in campionato – spiega il 33enne -. Vorrei anche implementare la struttura del campo di Fregona. Andiamo avanti passo dopo passo, con la voglia di crescere sempre. Nella mia testa c’è l’idea di salire in promozione nell’arco di due anni”.

Tomasi sarà quindi un presidente ultramoderno. “Le mie idee sono chiarissime: voglio che il Fregona Calcio venga gestito come una delle mie aziende , e voglio preservare il solido rapporto umano che si è instaurato in questi anni, anche con gli amici di questa società – dichiara Tomasi -. Ho scelto di diventare presidente perché amo il calcio. Negli ultimi anni ho seguito più quello locale che la serie A. A 33 anni non è facile, perché ci sono tante responsabilità. C’è un grande bisogno di rinnovamento: bisogna ringraziare chi c’è stato prima con grande rispetto, ma il mondo cambia. Noi vogliamo cambiare e raggiungere dei risultati con altre idee. Il mio motto è ‘parlare poco e fare molto’”.

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