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Mafia e voto di scambio, arrestato candidato di centrodestra in Sicilia

di Lara Sirignano

L’accordo prevedeva 20.000 euro per ognuno dei quattro paesi in cui il capomafia avrebbe procurato i voti a Salvatore Ferrigno, candidato dei Popolari Autonomisti. In carcere anche il boss con il quale il politico avrebbe siglato il patto

L’accordo prevedeva 20mila euro per ognuno dei quattro paesi in cui il boss gli avrebbe procurato i voti. Poi, la cifra sarebbe stata «scontata» a 5mila. Tanto avrebbe pagato alla mafia l’aspirante candidato del centrodestra all’Assemblea Regionale Siciliana Salvatore Ferrigno, arrestato stamattina dai carabinieri del Nucleo Investigativo di Palermo per scambio elettorale politico-mafioso. In carcere anche il capomafia con il quale il politico avrebbe siglato il patto, Giuseppe Lo Duca, un padre per anni ai vertici della «famiglia» di Carini e una condanna definitiva già scontata. Nell’indagine, coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido, è coinvolta anche una donna, Piera Loiacono che avrebbe fatto da intermediaria tra il politico e Cosa nostra. 

A pochi mesi dalle inchieste che, a giugno, coinvolsero due aspiranti consiglieri comunali palermitani, uno di Fratelli d’Italia, l’altro di Forza Italia, anche loro sorpresi a chiedere l’aiuto della mafia alle elezioni, l’ombra dei clan torna a turbare il voto in Sicilia. Questa volta a essere coinvolto è un candidato dei Popolari Autonomisti, una delle cinque liste che sostiene il candidato alla Presidenza della Regione Renato Schifani, Azzurro, ex presidente del Senato. Nato a Carini ma emigrato negli Usa, dove per anni ha fatto fortuna facendo il broker assicurativo, Ferrigno ha iniziato la sua attività politica nelle file di Forza Italia. Tra i fondatori dell’associazione Azzurri nel mondo of California, è stato parlamentare nel 2006, eletto nella circoscrizione estera per il Nord e Centro America. Poi l’incontro con l’autonomista Raffaele Lombardo che lo nominò consulente ai rapporti tra la Regione e i siciliani all’estero quando era governatore dell’Isola.

In agosto il rientro nel paese di origine e l’annuncio della candidatura nella lista dell’ex presidente della Regione. Slogan della sua campagna: «il cambiamento è adesso. Coraggio, cominciamo».  Scriveva di lui il Giornale degli Italiani all’Estero: «persona capace, preparata e generosa, piace agli italiani d’America per il suo parlare schietto e senza virtuosismi dialettici e le ambiguità che hanno contraddistinto altri personaggi che hanno calcato gli stessi scenari lasciando dietro di sè qualche perplessità e molta indifferenza».

23 settembre 2022 (modifica il 23 settembre 2022 | 10:52)

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