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Loris Foltran: il chirurgo dei motori è di Pieve di Soligo

Una sinfonia che va accordata al millimetro per poter esprimersi alla massima potenza in gara

| Tiziana Benincà |

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PIEVE DI SOLIGO – Pievigino DOCG fiero della propria terra, Loris Foltran è un vero chirurgo del motore; “la passione è una cosa che hai da sempre: se l’hai la coltivi e ci credi” e così, con un’esperienza quarantennale, Loris è conosciuto a livello internazionale soprattutto nel mondo del motorsport. Un inizio da dipendente per poi aprire nel 1990 la propria officina dove ha iniziato a costruire qualche pezzo del motore “Ho avuto una breve carriera come pilota da rally, partecipando a gare italiane ed internazionali, ma poi visti gli impegni sempre maggiori ho dovuto scegliere: così nel 2003 – dopo sei anni di competizioni – ho abbandonato quella strada portandomi però in officina l’esperienza acquisita sul campo, dove avevo avuto modo di testare le mie soluzioni. Tra sistemare un’auto e prepararne un’altra mi sono ritrovato a preparare motori Honda per rally, gare in salita e su pista. Le mie creazioni hanno iniziato a girare soprattutto in Italia, ma alcune sono arrivate all’estero e da lì sono arrivate anche le Lotus. Si tratta principalmente di auto di italiani che vivono in Gran Bretagna dov’è permesso montare motori Honda anche per guidare su strada, mentre in Italia lo si fa solo per il racing; l’importante è non dimenticare mai che si corre su pista e non per strada”.

Loris quindi opera come un vero chirurgo smontando e togliendo il motore originale, prendendo un motore Honda e modificandolo per renderlo più performante prima d’inserirlo in una nuova auto. Il passo successivo è il banco prova: una sala coibentata dove poter provare la potenza del motore e creare l’elettronica grazie alla collaborazione con un ingegnere. Una sala prove dove l’unica musica che risuona è quella del nuovo motore che dev’essere perfettamente accordato. Esistono vari gradi di preparazione, dipende sempre dalla richiesta specifica, dalla categoria in cui il pilota gareggia e dalla legislazione nazionale, in ogni caso ogni operazione richiede da uno a sei mesi.

“In questi casi serve solo passione e dedizione, non si contano le ore di lavoro. Sicuramente porta via tempo, ma fortunatamente mia moglie Nadia fin dall’inizio mi ha capito, supportato e sopportato, soprattutto quando ero assente a lungo da casa per gareggiare”. Ora sono i suoi motori a vincere, basta fare una breve ricerca in internet per vedere il nome di Loris apparire nei primi posti. “Non faccio nessuna pubblicità, sono gli altri a farmela. La vera pubblicità è il passaparola: quando fai un lavoro che non tutti fanno e che funziona, poi le auto arrivano. I piloti mi mandano le loro auto e noi li seguiamo nel corso della loro carriera rimanendo a disposizione anche telefonicamente. Durante la pandemia le competizioni si sono fermate, ma la crisi si è sentita maggiormente sulle auto da strada, perché nel motorsport qualche intervento minore è stato fatto ugualmente”.

Fortunatamente Loris ha scelto di lavorare in entrambi gli ambiti, dividendo in modo equilibrato la propria professionalità tra motorsport e stradale. Anche la Brexit purtroppo non ha aiutato, visto l’aumento dei costi per i pezzi che arrivano dal Regno Unito, ma “Una persona che ha la passione per i motori i soldi li spende e negli ultimi anni si sta aprendo anche il mercato dell’est Europa”. Loris, classe 1964, è pronto a festeggiare a gennaio i suoi 33 anni di sfide, affiancato non solo dalla moglie Nadia, ma anche dal figlio Riccardo che condivide la passione del padre e prosegue sulle tracce lasciate dai pneumatici di tutte le auto con preparazione firmata Foltran.

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