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Le Saman Abbas non rientrano nell’agenda del progressista da élite eurocratica

Scena numero uno. Prendono una ragazza, pachistana, di 18 anni, la fanno sparire in nome della teocrazia familiare, è quasi certo che l’abbiano sepolta fino alla testa e lapidata, la fine più orribile, il martirio più crudele, quel bel volto sfigurato sasso dopo sasso. Così sono le cose in Italia, anno 2021. Dal Pd, partito della immigrazione forsennata ma non integrata, dal suo segretario Letta, neanche un fiato. La sua bacheca Twitter, febbricitante di appelli allo ius soli, all’Europa, ai migranti, nonché di attacchi a Salvini, insomma l’agenda del progressista da élite eurocratica, in questo caso resta bianca in una indifferenza più sprezzante che imbarazzata.

Fino a che, spinto si direbbe da opportunità di decenza elettorale, Letta o chi per lui non spreme due svogliatissime righe di circostanza “sul rispetto delle leggi”. Cosa c’entrino le leggi da rispettare con una lapidazione selvaggia, che ha provocato una fatwa, subito mezza rinnegata, dalla comunità islamica in Italia, come a dire che le leggi italiane sono subordinate a quelle teocratiche, lo sa solo Letta, se lo sa. Ma il segretario del Politburo bancario avrebbe se mai dovuto fulminare proprio questa procedura: una fatwa? Per poi sentirsi dire, ad onta, dagli stessi che l’hanno mandata, che il dettato religioso non c’entra e la colpa è del patriarcato di stampo occidentale. Insomma, se annientano una figlia, una nipote, la colpa è sempre del maschio bianco cattolico che ospita tutti. Qui Letta tace, come tacciono le femministe impegnate a escogitare la nuova stele di Rosetta con le “e” rovesciate, quanto a dire che ogni cazzata è buona pur di non finire nel cono d’ombra.

Scena numero due. A Piossasco, campagna torinese, banditi entrano nella villetta di un architetto e lo fanno fuori. Le agenzie sono indecenti, tentano di insinuare la fatalità, il colpo partito per sbaglio, manca poco che se la prendano con la disgraziata vittima, la quale ha probabilmente scampato una accusa per eccesso di legittima difesa solo in quanto freddata. Anche qui, dal Pd, dal Politburo, dal Segretario, silenzio di social, gelido, distante. E si percepisce la preoccupazione, fosse mai che i rapinatori venissero da fuori, da qualche regione più o meno esotica. Intanto che li cercano il ministro di polizia Lamorgese, per non sbagliare, annuncia “un tavolo” per venire incontro alle esigenze degli islamici in Italia. La politica dei controlli e del rispetto delle leggi come dice Letta la fanno in pizzeria? Un tavolo per venire incontro significa solo cedere a qualsiasi pretesa e garantire omertà informativa, come di regola negli ultimi 30 anni.

Scena numero tre. La campagna vaccinale ha successo, le immunizzazioni galoppano, non senza qualche effetto collaterale anche drammatico (chi scrive potrebbe raccontarne qualcuno), ma a chi comanda evidentemente non basta: già si parla, o meglio si comanda, di una terza dose, di bucare i bambini dell’asilo, di imporre mascherine sine die e la tanto auspicata libertà di scelta, che implica rispetto per ogni decisione, viene travolta da una propaganda demoniaca. Non è servito adeguarsi a tutto, dai coprifuoco assurdi alla procedura per un vaccino comunque sperimentale, come riconosciuto dal supercommissario general Figliuolo, si vuole, si pretende l’angoscia diffusa ancora e sempre, si demonizza chi vorrebbe semplicemente vivere secondo un pensiero razionale, si gioca al ribasso con le libertà individuali anche adesso che i contagi crollano. A conferma che la strategia del terrore non ha, come non aveva, ragioni profilattiche ma autoritarie a prescindere dalle conseguenze.

Pascal Bruckner nel suo recentissimo saggio individua nel maschio pallido il capro espiatorio, ma qui siamo oltre, siamo all’autocritica di stampo sovietico: noi avremo anche malgovernato ma chi ha sbagliato sei tu popolo infame e deviazionista. Dice il comandamento della buona politica: se una strategia è sbagliata, cambiala. Dice quello della politica pessima, ideologica: se una strategia è sbagliata, insisti fino a che non prevale sulla realtà. Poi c’è la politica infima, da Politburo piddino: se una strategia è letale, fottitene e dai la colpa a chi odii tramite i tuoi lacché, le tue mosche cocchiere a tariffa dell’intellighenzia stupida e arrogante. Ma anche questi che dovrebbero fare? Se smettono il servizio militare, restano completamente privi di sovvenzioni. E siccome i clienti in Italia sono sempre meno, si cerca di importarli senza andar troppo per il sottile. All’osso, l’urgenza etica è questa ovvero, come diceva Frank Zappa che aveva capito tutto con 50 anni d’anticipo, “siamo qui solo per soldi”.

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