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La gufata di Pregliasco: “Nuova ondata di Covid in inverno” – Matteo Milanesi

Ormai, è Pregliasco contro tutti; contro Biden, contro l’Oms, contro la politica ed il parere scientifico mondiale. Sì, non solo perché, pochissimi giorni fa, l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato ufficialmente il termine della pandemia da Covid-19, ma anche perché tale annuncio è stato seguito da quello della Casa Bianca: “Se ci si guarda intorno, nessuno indossa più una maschera e tutti hanno un bell’aspetto. Insomma, la pandemia è finita”, ha detto il presidente degli Stati Uniti, in un’intervista a 60 Minutes, sulla Cbs. 

Il mondo comincia a riaprire, a respirare aria di libertà, ad abbandonare definitivamente tutte le misure restrittive. E i dati confermano tutto questo ottimismo. Prendendo in esame il bollettino sanitario italiano, per esempio, i ricoveri si attestano a circa il 3 per cento, senza manifestare alcun segno di vertiginosa risalita. Ma Fabrizio Pregliasco non molla: “Da Biden messaggio politico più che scientifico: la pandemia è all’ultimo miglio, che però è il più sfiancante come nelle maratone”. Insomma, prendendo in esame le parole del ricercatore, attraverso un’interpretazione prettamente letterale, l’attuale livello di pandemia sarebbe più “sfiancante”, rispetto a quello dei mesi precedenti. E, quindi, superando anche la prima ondata di febbraio e marzo. Una previsione, almeno dal nostro umile parere, leggermente errata, allarmistica ed ansiogena.

Ma il virologo prosegue nel discorso: “È chiaro che dobbiamo attenderci una nuova ondata di Covid-19, che scatterà nel momento in cui le condizioni meteorologiche e ambientali faciliteranno i contagi. Quando staremo più aggregati al chiuso, quando ci saranno più sbalzi termici: è presumibile ad inizio inverno”. Eppure, manca un dato fondamentale, che sfugge a Pregliasco. Lo scorso inverno, mentre era ancora in corso la campagna vaccinale per la terza dose, gli ospedali e le terapie intensive hanno tranquillamente resistito ai contagi invernali, senza che questi ultimi creassero sovraccarichi nelle corsie sanitarie.

Ad oggi, secondo il portale Agenas del ministero della Salute, le terapie intensive sono occupate per un misero 2 per cento; la percentuale di vaccinati ha ormai sfondato quota 90 per cento della popolazione italiana, a cui si aggiunge un 2 per cento di guariti. Cosa si può fare di più, se non tornare alle vita pre-pandemica, antecedente ai primi mesi del 2020?

Evidentemente, a qualcuno manca tantissimo il salotto televisivo, il trucco e parrucco prima di andare in onda, i fari puntati addosso. Le virostar stanno lentamente scomparendo dal mondo delle tv, delle dirette, degli spettacoli. Nessun conduttore più li chiama e più li vuole sentire. Ebbene sì, anche per Pregliasco è terminato il periodo di celeberrima notorietà. D’altro canto, si sa, ogni cosa ha un inizio, ma anche una sua fine. E pare proprio che siamo arrivati al termine dello show.

Matteo Milanesi, 21 settembre 2022

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