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Internazionali tennis, Musetti batte Wawrinka 6-0, 7-6: dopo Sinner un altro talento italiano

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Lorenzo Musetti è nato nello stesso anno, il 2002, in cui Stan Wawrinka è diventato professionista. Ma nella prima notte della vita del 18enne di Carrara in un Masters 1000, il ragazzino con l’acne sul volto ha sbattuto fuori dagli Internazionali il tre volte vincitore di un torneo dello Slam. Tutto vero, come il black out televisivo che — anche a causa della forte pioggia che ha ritardato l’inizio del match — ha interrotto la diretta nella fase finale di un primo set da sogno per Lorenzo. Sei game a zero in 24 minuti.

E pensare che anche nel secondo le cose sembravano fin troppo facili, con il servizio perso dallo svizzero già nel primo turno di battuta. C’era il trucco: non poteva essere così facile. Ma anche quando la partita è diventata più equilibrata, a Musetti non sono tremate le gambe. Ha vinto al tiebreak, dominando (7-2) anche quello. Nessun 2002 aveva mai vinto una partita nel circuito Atp. «Devo ancora realizzare — dice Lorenzo —. Nel primo set e all’inizio del secondo non c’è stata partita e Wawrinka non credo si aspettasse che partissi bene. Ho provato il Centrale oggi pomeriggio per la prima volta e già mi ero sentito forte. Sono stato bravo a non andare fuori giri e a portarlo al tiebreak. Tante volte ho pensato “cavolo, stai vincendo con Wawrinka”: avevo tutte le carte in regola per non farcela, però alla fine sono stato concentrato e quello che mi rallegra di più, perché l’aspetto mentale è quello su cui sto lavorando di più. Tennisticamente è il giorno più bello della mia vita: la prima vittoria in un 1000, senza pubblico, è comunque qualcosa di meraviglioso. Saluto i miei amici, la mia famiglia e gli mando un bacione: non ho parole».

Lorenzo, attuale numero 249 della classifica mondiale, vincitore dell’Australian Open a livello junior nel 2019 (QUI: l’intervista di Gaia Piccardi all’epoca) ma pur sempre alla seconda partita nel circuito maggiore (il debutto c’era stato a inizio stagione a Dubai), gioca che è una meraviglia il rovescio a una mano di cui Wawrinka è ambasciatore a livello mondiale. Lo svizzero, forse sorpreso dall’avvio a mille dell’avversario, si è messo a giocare soltanto da metà secondo set in poi, cacciando due urli nel sesto game del secondo set (quello in cui è riuscito nel controbreak) per provare anche a intimorire Musetti, che già nell’ultimo turno di qualificazione contro l’altro talento Zeppieri si era trovato sotto il cartello dell’ultimo chilometro prima di complicarsi la vita.

A Carrara sono nati Buffon e Bernardeschi: pallone, ma anche palline, quelle che Lorenzo scaraventava a racchettate sulla porta del garage della nonna. Musetti, ora, si allena a La Spezia con il coach Simone Tartarini, che in tribuna — accanto a lui, anche Umberto Rianna — inizialmente ha sgranato gli occhi vedendo il suo pupillo dominare Wawrinka, poi si è reso conto ancora una volta — se ce ne fosse bisogno — che alle spalle di Jannik Sinner c’è un’altra speranza azzurra. In tabellone, al Foro Italico, ne sono rimaste addirittura otto, visto anche il successo di Marco Cecchinato in tre set (3-6 7-6 6-2) sul britannico Kyle Edmund: non era mai capitato.

Domani tocca ai primi cinque: scenderanno in campo Matteo Berrettini (contro Coria), Salvatore Caruso (contro Djokovic), Stefano Travaglia (contro Coric), Jannik Sinner (contro Tsitsipas) e Marco Cecchinato (contro Krajnovic). Giovedì, invece, con Fognini e Sonego, proseguirà il sogno del piccolo grande Lorenzo, contro il giapponese Nishikori.

15 settembre 2020 (modifica il 15 settembre 2020 | 23:42)

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