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Il primo italiano nello spazio a Trieste: “L'astronauta del futuro sarà agricoltore”

“L’astronauta del futuro sarà agronomo e agricoltore” perché “l’obbiettivo finale della logistica lunare è che andremo sulla luna per restare e costruire un habitat”. Lo ha dichiarato Franco Malerba, il primo astronauta italiano che nel 1992 volò nello spazio come ingegnere di bordo dello shuttle Atlantis che portava nello spazio il laboratorio Eureca e il satellite Tethered italiano. Malerba, laureato in ingegneria elettronica e fisica edex  parlamentare europeo, è stato oggi ospite d’onore al Trieste Science + Fiction Festival. In mattinata ha presentato  il suo libro ‘Il cibo nello spazio’, e nel pomeriggio ha tenuto una conferenza intitolata ‘Il ritorno alla Luna e la New Space Economy’.

L’astronauta ha illustrato alcuni possibili scenari e soluzioni di sopravvivenza per la nuova missione sulla luna, in previsione nel 2025, come la possibilità di installare “insediamenti lunari dove svilupperemo l’agricoltura in bassa gravità e in un territorio ostile e inospitale. Gli habitat saranno inseriti sotto la regolite lunare per ripararsi dalle radiazioni, sarà una ‘vita nelle caverne’, mentre le serre saranno esposte all’irraggiamento solare per far crescere le piante”.

Secondo Malerba, il sostentamento degli astronauti sulla luna sarà di grande utilità anche per la futura sostenibilità della vita sulla terra: “Sulla luna ci saranno moltissimi pannelli solari perché sono l’unica sorgente di energia a cui possiamo pensare in queste condizioni, c’è un lavorio che ha delle ricadute su terra perché l’agricoltura sobria, che consuma poca acqua, ci interessa anche nel nostro pianeta così come la transizione energetica verso i pannelli solari e l’utilizzo di sistemi basati sulla luce del sole piuttosto che sui combustibili fossili”.

La ricerca è già andata avanti in questo senso, spiega l’astronauta: “Si sperimentano già alcune coltivazioni in micro gravità quindi a maggior ragione cresceranno sulla luna, una sfida non banale che diventa necessaria se vogliamo avere un’indipendenza dai rifornimenti, non è pensabile un continuo trasferimento di risorse dalla terra anche perché i vegetali vanno mangiati freschi per avere l’apporto di vitamine essenziale per la salute, quindi l’astronauta del futuro sarà anche dedito all’agricoltura”.

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