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Il Piemonte non ha più acqua, l’allarme della Regione: “Non possiamo sprecarne un solo litro”

Nonostante i temporali delle ultime ore, che hanno portato poca pioggia e diversi danni da grandine e vento, in Piemonte non si spegne l’allarme siccità. “Dobbiamo salvare ogni litro di acqua potabile a disposizione, perché le riserve sono finite” è l’allarme dell’assessore regionale all’Ambiente, Matteo Marnati.

“L’acqua che sta scendendo oggi sui bacini idroelettrici è acqua glaciale – spiega – cioè  è il frutto, purtroppo, dello scioglimento dei ghiacciai a causa dell’innalzamento dello zero termico, quindi non è una bella notizia: arriva l’acqua, ma stiamo perdendo le riserve” chiarisce l’esponente della giunta Cirio secondo il quale, dopo una richiesta di stato di emergenza presentata al governo a fine giugno, “presto dovremo aggiornare il conto dei danni e chiedere altri fondi per ristorare gli agricoltori e pagare gli interventi con le autobotti”.

Secondo l’assessore sono oltre 2mila le operazioni per portare con le autobotti l’acqua nelle zone che hanno problemi di approvvigionamento dagli acquedotti, “e sono destinati ad aumentare soprattutto nelle zone di montagna e turistiche per l’arrivo dei villeggianti che fanno aumentare i consumi idrici. Il Verbano Cusio Ossola è la provincia che in questo momento ha più criticità e più bisogno di autobotti: chiederemo per questo un ulteriore stanziamento di fondi all’interno dello stato d’emergenza, perché i costi aumentano. Anche l’Alessandrino è in forte difficoltà, il Torinese nella media, il Cuneese abbastanza buono, mentre l’Astigiano ha le performance migliori”.

Oltre alla siccità, uno dei problemi con cui si scontra la gestione dell’acqua è rappresentato dalle perdite della rete. “Ogni tre litri di acqua, uno si perde – dice Marnati – Siamo una delle realtà più virtuose a livello nazionale, ma abbiamo il dovere di abbattere la dispersione, in media del 33%, che è ancora troppo alta. Più si sale in montagna più le percentuali di dispersione salgono a superare anche il 60%, più scendiamo in pianura e più arriviamo anche sotto il 20%”.

Per risolvere questo problema la Regione ha un piano di interventi da quasi mezzo miliardo di euro entro il 2025. “E’ fondamentale sostituire le tubature dove gli acquedotti hanno oltre 50 anni, utilizzare il controllo da remoto e l’intelligenza artificiale per monitorare in tempo reale perdite e dispersioni di acqua. Sono un problema sempre – evidenzia Marnati – ma lo sono ancora di più in un momento di grave carenza d’acqua”. Sul tema interviene anche il presidente della Regione Alberto Cirio. “La situazione che stiamo vivendo è la dimostrazione che temi come quello della siccità vanno trattati con prospettiva per tempo, non solo quando si genera l’emergenza”.

Su questi temi domani le Regioni hanno in programma un incontro con il ministro alla Transizione ecologica Roberto Colao “per avere certezze sui fondi del Pnrr che intendiamo utilizzare per il contrasto ai cambiamenti climatici e per la manutenzione delle reti idriche”.

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