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Il New York Times pubblica una lista di 12 stragi compiute negli ultimi 5 anni: oltre 200 morti. Le armi? Tutte “detenute legalmente”

Una lista di 12 massacri, per un totale di 221 vittime. A distanza di 5 giorni dalla strage nella scuola di Uvalde (Texas), Sunday Review, la sezione del New York Times dedicata alle opinioni, ha deciso di pubblicare in copertina le sparatorie avvenute negli Stati Uniti negli ultimi cinque anni, tutte commesse da “persone che avevano ottenuto legalmente le armi”. Ecco come sono avvenute, caso per caso.

Las Vegas (ottobre 2017) – Avvenne tutto mentre migliaia di persone stavano assistendo al concerto country di Jason Aldean, nel corso del Route 91 Harvest Festival, a Las Vegas. Stephen Paddock, un 64enne bianco che non aveva precedenti penali, aprì il fuoco sulla folla da una stanza al 32esimo piano del Mandalay Bay Resort and Casino. Si tratta della maggiore sparatoria di massa della storia americana: 60 vittime e 527 feriti. Fin da subito, gli investigatori dichiararono che Paddock aveva acquistato le armi legalmente.

Sutherland Springs (novembre 2017) – Devin Patrick Kelley aprì il fuoco durante la messa della domenica mattina nella chiesa di Sutherland Springs, in Texas, circa 30 miglia a est di San Antonio. Lasciò a terra almeno 27 morti e 24 feriti, prima di essere ucciso dalla polizia al termine di un breve inseguimento. Il giorno dopo, l’Air Force ammise di non aver inserito la sentenza di violenza domestica dell’uomo nei confronti della moglie e del figliastro nella banca dati federale, che avrebbe potuto impedirgli di comprare legalmente il fucile con cui compié la strage.

Parkland (febbraio 2018) – Era stato espulso dalla Marjory Stoneman Douglas High School, in Florida, uno degli Stati dove è più semplice armarsi. Nikolas Cruz, 19 anni, cominciò a sparare fuori dalla scuola intorno alle 14.40, poco prima della fine delle lezioni. Dopo entrò nell’edificio scolastico e si fece largo tra i corridoi, continuando a sparare e a colpire studenti e professori. Le vittime furono 17. Fu arrestato a Coral Springs, una città vicina, dopo una fuga durata un’ora.

Pittsburgh (ottobre 2018) – Robert Bowers, 46 anni, era un fanatico religioso dell’estrema destra. Varcò la soglia della Sinagoga Tree of Life Congregation di Pittsburgh e uccise 11 persone che stavano partecipando alla funzione religiosa dello Shabbat, ferendone sei. Secondo alcuni testimoni gridò “tutti gli ebrei devono morire”. Era armato con un fucile stile AR-15 ed era in possesso di diverse pistole.

Thousand Oak (novembre 2018) – La strage avvenne in un locale vicino a Los Angeles, mentre era in corso una festa universitaria. Ian David Long, ex marine, uccise 13 persone. Vestito tutto di nero e con un passamontagna, Long era armato con una pistola Glock 21 calibro 45, acquistata regolarmente, che era stata equipaggiata con un caricatore più grande di quello da 10 proiettili con il quale è normalmente concepita, spiegò lo sceriffo.

Virginia Beach (giugno 2019) – Tredici morti e tre feriti. Un impiegato pubblico, DeWayne Craddock, aprì il fuoco all’impazzata in un complesso di edifici governativi, prima di essere ucciso dagli agenti che cercavano di fermarlo. I funzionari dichiararono che l’assassino aveva inviato al suo capo un’e-mail in cui comunicava le sue dimissioni poche ore prima di commettere il massacro con alcune pistole e un silenziatore, acquistati legalmente.

El Paso (agosto 2019) – L’Fbi aprì un fascicolo per “terrorismo interno“. La maggior parte delle 20 vittime, tra cui alcuni bambini, erano clienti ispanici di un supermercato Walmart nel complesso commerciale di Cielo Vista. Il 21enne Patrick Crusius, in possesso di un manifesto suprematista, fu arrestato con l’accusa di essere l’autore della sparatoria. Prima della strage, la madre del ragazzo aveva chiamato la polizia perché preoccupata che il figlio possedesse un fucile “Ak”, cioè un fucile d’assalto. Aveva denunciato il possibile pericolo visti l’età del figlio, il livello di maturità e la mancanza di esperienza nella gestione di un’arma del genere. Ma fu rassicurata: il giovane 21enne poteva detenere quel fucile.

Dayton (agosto 2019) – Il killer che nella città dell’Ohio fece fuori 10 persone indossava un giubbotto antiproiettile. Si chiamava Connor Betts e aveva 24 anni. La polizia intervenne dopo la segnalazione della presenza di uno “sparatore attivo” poco dopo l’1 (ora locale) in un bar nel noto quartiere della vita notturna dell’Oregon district. L’arma utilizzata da Betts sembrava un fucile, ma era classificato come pistola, eludendo le leggi che limitano i fucili a canna corta. Fu acquistata legalmente da un rivenditore online in Texas.

Atlanta (marzo 2021) – Fu il primo massacro dopo l’insediamento di Joe Biden. Tre sparatorie, tutte e tre in centri massaggi e centri benessere, dove almeno sei vittime su otto erano di origine asiatica. L’omicida, il 21enne Robert Aaron Long, aveva acquistato una pistola semiautomatica da 9 mm poco prima degli attacchi.

Boulder (marzo 2021) – Ahmad Alissa, 21 anni, entrò in un supermercato, imbracciando il suo fucile semiautomatico Ar-15: furono 10 le persone trivellate dai colpi. A distanza di una settimana dal massacro di Atlanta, gli Stati Uniti si ritrovarono faccia a faccia con l’ennesima tragedia. Il capo della polizia di Boulder dichiarò che l’arma usata nella sparatoria mortale era stata acquistata legalmente.

Buffalo (maggio 2022) – Luogo diverso, dinamica simile. Payton Gendron, 18enne suprematista bianco e antisemita, fece irruzione in un supermercato di Buffalo, nel nord dello stato di New York, con indosso un giubbotto antiproiettile e con un fucile AR-15 e aprì il fuoco. In dieci persero la vita. Il giovane fece anche una diretta dell’assalto su Twitch. La strage al Tops Friendly Market su Jefferson Avenue avrebbe potuto essere anche peggiore considerato che avvenne di sabato pomeriggio, quando il supermercato era pieno.

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