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Il dramma dello sfratto per la mancanza di alloggi nell’Alto Garda

Si è tenuta l’altro giorno in Viale delle Palme ad Arco la manifestazione organizzata da un gruppo di famiglie sfrattate dalle abitazioni dai proprietari privati o dall’edilizia popolare Itea. Unico denominatore: se non trovano casa dove andranno ad abitare? La criticità di questi anni dovuta in buona parte alle locazioni turistiche è sotto gli occhi di tutti. I motivi? Semplici: guadagno facile, nessuna intimazione di sfratto da eseguire, il turista viene, soggiorna, paga e se ne va.

Sotto sfratto ci sono nuclei familiari che l’affitto lo pagano regolarmente, ma che dovranno lasciare la loro abitazione nonostante paghino le tasse e siano lavoratori.

Nell’Alto Garda la crisi degli alloggi è elevata. Difficile trovarne uno per abitarci 12 mesi all’anno, se arredato il costo può salire anche fino a 800 euro al mese per un monolocale da 50 metri quadri, spese a parte, cifra che in inverno per chi prende uno stipendio (o disoccupazione) più o meno di pari importo significa investire tutto per pagare l’affitto. Una criticità che in questo vede “coinvolti” anche lavoratori e lavoratrici che in stagione non sanno dove andare a dormire se provenienti da fuori zona. La domanda è chiara, in primis ad Itea: dateci in affitto gli alloggi vuoti, una richiesta diretta anche a chi sul territorio è deputato a dare risposte sociali per questa criticità. Per informazioni si può mandare un messaggio di posta elettronica a questo indirizzo: [email protected]

Pronta la risposta di Francesca Gerosa, presidente di Itea la quale, con una nota stampa, ha assicurato come l’Ente da lei presieduto stia lavorando al fine di risolvere una situazione difficile, rispettando una lunga serie di norme. Alloggi chiusi sono “scelte” di eredità passate, ha detto Francesca Gerosa, cosicché ci si è ritrovati con alloggi non disponibili. Insomma, oggi i “nodi” sono venuti al pettine come si suol dire, tenendo conto che oggi la situazione internazionale è difficile in tutti i comparti, edilizia non esclusa. Aumento dei costi delle materia prime, dell’energia e quanto è sotto gli occhi di tutti non stanno certo favorendo la situazione, nemmeno per l’istituto da lei presieduto.


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