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I rischi di stare sui social: gli studenti del Da Vinci a lezione di cyber security

TREVISO – Password sempre uguale? Email ingannevoli ma del tutto verosimili che ci invitano a dare codici o i nostri dati? A cinque di noi è capitato almeno una vota. Quante volte ci siamo chiesti se i nostri comportamenti in rete sono sicuri o troppo prevedibili? Un dubbio che riguarda gli adulti, e ancora di più i giovani, anche se ‘nativi digitali’.

Per aiutare i giovani a navigare in sicurezza e a far luce sui rischi legati alla propria presenza in internet a partire dai social, gli studenti del liceo Da Vinci di Treviso seguiranno una giornata di cyber security nell’ambito del Digital Security  Festival, grazie al Club Bit e con il patrocinio di Assindustria Venetocentro. “Questa casa non è un hashtag” è il titolo dell’appuntamento in programma oggi, 5 novembre con Alessandro Curioni, esperto di cyber security, e con Sonia Gastaldi, Senior Information Security Consultant, che parleranno dell’utilizzo consapevole della comunicazione social e dei rischi possibili e delle nuove minacce.

Molti i rischi della rete, che un programma di educazione digitale dovrebbe aiutare a riconoscere ed evitare: “ad esempio, individuare una password non è così difficile se tendiamo a usare sempre la stessa per tutti gli accessi ed è un errore credere che capiti solo a chi ha grandi capitali o a personaggi noti. Il phishing è ancora la truffa on line più comune. Attraverso email ingannevoli ma del tutto verosimili i cyber criminali invitano le vittime a fornire gli  accessi ai servizi che utilizzano, per esempio i servizi bancari. Una volta raccolti e categorizzati, i nostri dati possono essere venduti al black market. Un vero lavoro quello messo in atto dai professionisti delle truffe attraverso il web, che si compie in più fasi, dalla paziente raccolta delle informazioni sulla vittima alla definizione del tipo di attacco da mettere in atto”.

“Questi ultimi due anni hanno evidenziato il ruolo strategico e rilevante delle competenze digitali, in tutti gli ambiti della vita lavorativa e sociale di ciascuno di noi – ha dichiarato Mario Dalle Carbonare, dirigente del Da Vinci-. Le ben note ‘didattica a distanza – DAD’ e ‘didattica digitale integrata – DDI’ sono state risposte alla fase di lockdown che hanno indotto la scuola a strutturare e gestire nuove modalità di costruzione dei percorsi formativi ed educativi, assieme ai ragazzi ed alle ragazze: costoro sono sempre più parte attiva e la loro formazione non prescinde ‘dal digitale’ in alcun modo, così come non ne prescindono comportamenti, scelte e stili di vita”. “La trasformazione digitale che attraversa le nostre vite e il nostro lavoro offre naturalmente tante opportunità ma anche minacce che vanno conosciute e gestite”, sottolinea Alberto Fedalto presidente Club Bit Assindustria Venetocentro.

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