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Houston, Trump infiamma la lobby delle armi e lancia la sua ricandidatura: “L’esistenza del male è un giusto motivo per armarsi”

E’ iniziato con un omaggio ai “meravigliosi patrioti” presenti al George R. Brown Convention Center di Houston l’intervento di Donald Trump al grande raduno della National Rifle Association. L’ex presidente, accolto da un’ovazione della platea e dai cori “Usa, Usa, Usa”, ha chiesto un momento di silenzio per le vittime della strage di Uvalde, mentre leggeva i nomi dei 19 bambini e dei due insegnanti uccisi dal 18enne Salvador Ramos. A ogni nome gli altoparlanti rilanciavano il rintocco di una campana. “Un massacro odioso”, compiuto da un “mostro” che è l’incarnazione del “male assoluto”, ha detto l’ex presidente che ha invocato la ricerca di un “terreno comune” per porre un freno alle continue stragi che insanguinano l’America, salvo poi scagliarsi immediatamente contro i “politici cinici che cercano di sfruttare il dolore delle famiglie delle vittime per privarci dei diritti costituzionali”. Come quello di acquistare e detenere liberamente armi, la missione della Nra, schierata oggi più che mai a difesa del Secondo Emendamento che per Trump è “sotto assedio”.

A quattro ore e mezza di auto da Uvalde, sono almeno 50mila le persone che si sono riunite per celebrare le armi e assistere allo show dell’ex presidente a Houston, diventato un vero e proprio comizio in vista di una sua corsa per il 2024. “Ci andremo a riprendere quella Casa Bianca che amiamo tanto e renderemo l’America più sicura, più ricca e più grande di sempre”, ha detto il tycoon mandando in visibilio la folla dei paladini delle armi.

Una candidatura di fatto per le prossime elezioni, anche se Trump dovrà comunque passare per le primarie dei repubblicani. “Se siamo in grado di inviare miliardi in Ucraina possiamo anche fare tutto quello che è necessario per mettere in sicurezza le scuole”, ha attaccato Trump criticando Joe Biden e annunciando: “Quando sarò presidente per la seconda volta combatterò il male”.
Per oltre un’ora l’ex presidente ha parlato come se fosse in campagna elettorale, delineando un dettagliato programma di governo. “L’esistenza del male nel nostro mondo non è un motivo per disarmare i cittadini rispettosi della legge: è una delle ragioni migliori per armarli”, ha incalzato Trump rilanciando la proposta di armare gli insegnanti: “Non c’è niente di più pericoloso di una zona ‘libera dalle armi’”.

Prima dello show dell’ex presidente, era intervenuto l’ad della Nra, Wayne LaPierre, che aveva ricordato le vittime della Robb Elementary. Una commemorazione surreale, liquidata con un minuto di silenzio e spazzata via dalle successive tre ore dedicate alla difesa del secondo emendamento, a tutti i costi. “Abolirlo non è la risposta, le proposte di Biden sul controllo delle armi limitano il diritto umano fondamentale degli americani di autodifendersi”, ha attaccato il capo della lobby delle armi. “Dobbiamo difendere il secondo emendamento”, ha ribadito la governatrice del South Dakota, Kristi Noem, data come possibile candidata repubblicana alle elezioni del 2024 o come braccio destro dello stesso Trump. “Nel nostro Stato anche le nonne sono armate”, ha detto nel suo intervento mentre ricordava di “essere cresciuta in una fattoria circondata da migliaia di armi”. “Le élite della politica e delle grandi aziende ci dicono che la colpa del male che si è manifestato a Uvalde e altrove è delle armi. Ma togliere le armi alle persone responsabili non renderà gli Stati Uniti più sicuri”, ha ribadito il senatore repubblicano Ted Cruz, un altro ultrà delle armi. Assente invece il governatore del Texas, Gregg Abbott, che ha deciso di andare a Uvalde e ha inviato un videomessaggio. A lui e ad altri ‘disertori’ Trump ha rivolto una frecciatina all’inizio del suo discorso: “Al contrario di qualcun altro, non vi ho deluso e sono qui”.

L’articolo Houston, Trump infiamma la lobby delle armi e lancia la sua ricandidatura: “L’esistenza del male è un giusto motivo per armarsi” proviene da Il Fatto Quotidiano.

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