guai-a-sottovalutare-elly-schlein-come-fece-la-sinistra-con-giorgia-meloni-–-luca-bugada

Guai a sottovalutare Elly Schlein come fece la sinistra con Giorgia Meloni – Luca Bugada

L’esito delle primarie del Partito democratico deve essere preso sul serio, analizzato con attenzione. Troviamo fuori luogo le risatine, le pacche sulle spalle esibite platealmente, i toni trionfalistici di molti esponenti e simpatizzanti della destra, che rischiano di apparire ingenui e decisamente poco lungimiranti.

Non sottovalutare l’avversario

Giorgia Meloni non ha forse subito, per anni, lo stesso trattamento? Derisa, denigrata, giudicata incapace e impresentabile da una sinistra prevenuta e spesso arrogante. Il centrodestra non dovrebbe commettere lo stesso errore, sottovalutando l’avversario.

La natura ondivaga del voto degli italiani, la volatilità dell’elettorato, l’innamoramento facile per leader e figure del momento, il cronico astensionismo, non consentono previsioni di lungo periodo e sconsigliano di adagiarsi sugli allori. La destra sembrava morta e defunta ed è risorta: perché non dovrebbe succedere alla controparte?

Ritorno del bipolarismo

Semmai, l’aspetto da sottolineare, a nostro avviso, del voto di domenica sotto i gazebo del Pd, è la certificazione del ritorno del bipolarismo, riprendendo quella strada interrotta dal dualismo Veltroni-Berlusconi: una evoluzione auspicabile per ridare credibilità e vigore ad una democrazia malaticcia.

Siamo di fronte a due orizzonti culturali e valoriali, ancor prima che politici, realmente alternativi, impossibilitati a trovare una sintesi, un punto di incontro, persino un dialogo sui temi fondamentali: è la fine di ogni trasformismo, dei governi di larghe intese, di Esecutivi nati senza il consenso popolare.

Con l’elezione di Elly Schlein alla guida del Pd, la politica italiana sembra avviarsi verso una polarizzazione sul modello americano. I cittadini dovranno scegliere – liberamente si spera – tra un mondo conservatore, solo in parte liberale, e un altro, invece, progressista, globalista, espressione del pensiero liberal e della cultura woke.

Il centro tradizionale italiano, su modello della vecchia Dc, in tutte le sue variopinte manifestazioni storiche, si avvia sempre più verso la propria estinzione, incapace di attrarre elettori, destinato all’irrilevanza tanto nelle preferenze quanto nelle idee.

Related Posts

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

− 2 = 2