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Giro d’Italia, impresa d’altri tempi di Covi sulla Marmolada, crollato Carapaz, Hindley nuova maglia rosa

Giro d’Italia. impresa d’altri tempi di Covi sulla Marmolada, crollato Carapaz, l’australiano Hindley nuova maglia rosa

di Enrico Pirondini

Pubblicato il 28 Maggio 2022 – 19:25
Giro d’Italia, impresa Covi sulla Marmolada, crollato Carapaz, Hindley in rosa

Giro d’Italia, impresa Covi sulla Marmolada, crollato Carapaz, Hindley in rosa

Giro d’Italia, clamoroso sulla  Marmolada: impresa e trionfo del giovane Covi, crollo di Carapaz, l’australiano Hindley è la nuova maglia rosa.

Il Giro d’Italia alla penultima tappa ha una scossa tellurica e consegna un verdetto da cineteca. Pagina epica per due mattatori, Covi e Hindley. L’azzurro ha fatto una impresa d’altri tempi. Sul mitico Pordoi ha inventato una fuga pazzesca. Incredibile.

Mancavano una cinquantina di km al traguardo, c’era da scalare sua Maestà la Marmolada,un finale al 18%. Roba da matti. Alessandro ha allungato in perfetta solitudine, addirittura ha accumulato due minuti sugli scalatori puri che lo braccavano senza guadagnare secondi.

È così il piemontese, incitato da una fiumana di gente si è presentato solo al traguardo, le braccia al cielo per una vittoria che gli cambierà la carriera. E mentre  Covi si concedeva alle telecamere, alle sue spalle di consumava il dramma di Carapaz che negli ultimi due km ha perso maglia e quasi certamente anche il Giro, stroncato da un Hindley superlativo.

ULTIMA TAPPA DI MONTAGNA

Tre valichi iconici: San Pellegrino, Pordoi, Marmolada. Questa penultima tappa del Giro d’Italia ha mantenuto le promesse. Frazione dura, selettiva, insidiosa. Oltretutto con 3.270 km. nelle gambe, percorsi  in 23 giorni ,compresi i tre lunedi di riposo (9, 16, 23). E con 4.490 metri di dislivello. Ne è uscito quel che ci aspettavamo, un tappone.

Da Belluno alla Marmolada, 167 km con tre gran premi della montagna di prima categoria e due traguardi volanti: il primo dopo 63 km a Cencenighe Agordino sempre in provincia di Belluno; il secondo a 6 km dal traguardo, in provincia di Trento.

È il mitico passo Fedaia (2.057 m.) in località Canazei; una lunga salita con pendenze al 18%. E prima del Fedaia c’è stato il villaggio di Malga Ciapela (1.460 m.) costruito proprio sulle pendici della parete sud della Marmolada. Partenza alle 12.25 . Al via 150 corridori di 28 Paesi. E dopo 30 km  la fuga di 15 corridori di cui 6 italiani (Ciccone, Formolo, Covi, Zardini, Ballerini, Vendrame).

SULLA CIMA COPPI L’ ATTACCO DEL GIOVANE COVI

Cima Coppi cambia ogni anno in relazione al profilo altimetrico del Giro. In ogni caso deve essere sempre il punto più alto della Corsa Rosa. Quest’anno è il Pordoi (2.239 m.) ma la Cima Coppi per antonomasia resta  il Passo dello Stelvio (Bormio); un valico leggendario per i ciclisti con i suoi 2.758 metri s.l.m. Questo bellissimo omaggio è sta istituito  nel 1965, cinque anni dopo la scomparsa di Coppi (1919-1960).

L’Airone ha vinto 5 volte il Giro d’Italia, record condiviso con Binda e Merckx. Quest’anno è passato per primo in solitaria Alessandro Covi, 23 anni, con oltre 5’ sulla maglia rosa. Ha scalato il Pordoi in 31’. Formidabile. Poi è volato al traguardo, con una pedalata sicura, costante.

ULTIMA TAPPA DEL GIRO A VERONA (domenica 29 maggio)

Il Giro d’Italia è giunto alla fine. A Verona  il suo ultimo atto con una cronometro di 17,4 km. Partenza dalla Fiera scaligera, piccolo strappo di Torcella Massimiliana (4,5 km non molto impegnativi), discesa in piazza Bra e ingresso in Arena. Tappa per specialisti come Affini, Sobrero, Van der Poel, Kelderman. Previsto un bagno di folla. I primi camperisti sono già in prima fila sulle Torricelle.

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