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Giovane morta nel salone, si chiamava Laura Greco: disposta l'autopsia

TRIESTE – La giovane donna trovata morta all’interno del salone di via Foscolo 4/b si chiamava Laura Greco. A rinvenire il corpo della trentatreenne sono stati i sanitari del 118 nel tardo pomeriggio di sabato 29 ottobre. I famigliari avevano lanciato l’allarme nel pomeriggio, dopo che durante la giornata non si era fatta trovare. Già al mattino, secondo una testimonianza raccolta da TriestePrima, alcuni clienti del salone si erano rivolti ad una attività della zona chiedendo lumi sulla chiusura dell’esercizio. Nessun segno di violenza, sul cadavere della donna. Gli investigatori sarebbero orientati per una morte per cause naturali, ma solo l’esame autoptico disposto dalla Procura potrà stabilire con esattezza le ragioni del decesso. 

Il salone

Laura Greco lavorava dentro il salone gestito da un uomo di origini pachistane, tale Sadiq Khan (che TriestePrima ha tentato di contattare invano, visto che il telefono cellulare fa scattare, ormai da oltre 24 ore, la segreteria telefonica). “Il sabato di solito sia noi che loro abbiamo sempre parecchio lavoro, non so cosa sia successo” così un lavoratore della zona e che opera nello stesso settore. Il numero di telefono di chi risulterebbe proprietario dell’immobile squilla a vuoto. “Ogni tanto lui dormiva dentro, lei arrivava e si faceva aprire. Poi veniva sempre a prendere il caffè o un panino qui da noi” racconta il titolare del buffet Clai. Tempo prima, secondo altre testimonianze, nel salone lavorava anche un’altra ragazza. Poi se n’è andata. Un po’ come hanno fatto i gestori di nazionalità cinese che prima di Sadiq gestivano l’esercizio. 

Gli interrogativi

Come e quando è morta Laura? Qualcuno l’ha vista entrare la mattina di sabato 29 ottobre, oppure era lì già da venerdì sera? Secondo i sanitari del 118 intervenuti sul posto, il corpo era lì da diverse ore, sul pavimento, in posizione prona e non nello stanzone. Dentro al salone si accede dall’entrata principale, ma anche da una porticina sistemata sul retro, all’interno della corte del civico 4 di via Foscolo. Qui, nella mattina di oggi 1 novembre giacciono ancora due birre, una consumata ed una no; a terra numerosi mozziconi di sigaretta. Forse qualcuno ha stazionato lì nelle ore precedenti al rinvenimento del corpo, forse Laura ha bevuto quella birra. Tutte domande alle quali risponderà l’autopsia, disposta dagli inquirenti per riuscire a far luce sulla morte che, fino all’esito dell’esame autoptico, rimane sospetta. Laura Greco ha vissuto una vita difficile, condita da diversi precedenti di polizia, anche per sostanze stupefacenti. 

I precedenti

In uno degli ultimi episodi giudiziari in ordine di tempo (nell’agosto del 2019) era stata arrestata con l’accusa di furto pluriaggravato ai danni di un’anziana residente nel rione di Altura (dove viveva anche lei). L’aveva avvicinata, assieme al marito (noto alle forze dell’ordine per numerosi precedenti commessi fin dalla minore età) e le aveva sottratto la pensione. Meno di un mese dopo il fermo, ecco il secondo arresto per aver violato la misura cautelare degli arresti domiciliari. Anni prima, invece, a finire nella rete della coppia era stata una ottantanovenne residente a San Luigi. In quel caso, grazie alla complicità di un terzo soggetto, erano riusciti a rubare, nella casa dove Laura aveva svolto per un periodo il servizio di badante, contanti per 400 euro, numerosi oggetti d’oro, buoni postali per un valore di circa 100 mila euro e una cassaforte dove all’interno erano custoditi ben settemila euro. Forse, nonostante un passato turbolento, Laura si stava rifacendo una vita. Chissà. 

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