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Francia, addio al canone. La TV pubblica sarà finanziata con l’IVA

IVA per finanziare l’emittenza pubblica

Les Echos, di Marina Alcaraz, pag. 19

Dopo ore di dibattito burrascoso su questo tema delicato, sabato 23 luglio i deputati hanno votato per l’abolizione del contributo al servizio pubblico radiotelevisivo (PAC), previsto dall’articolo 1 della legge finanziaria modificata, e per la sua sostituzione con una frazione dell’IVA, in seguito al parere favorevole del governo. Con il bilancio inizialmente previsto dalla legge, i gruppi radiotelevisivi pubblici partivano da una tabula rasa. D’ora in poi, con una frazione dell’IVA, daremo loro una base e un meccanismo che li rassicurerà”, spiega Quentin Bataillon, deputato (Renaissance), che ha proposto questo emendamento insieme ad Aurore Berge (Renaissance). “Questo risponde alla richiesta del settore audiovisivo pubblico che abbiamo incontrato”, ha dichiarato quest’ultimo nell’Emiciclo sabato mattina. L’annuncio è stato un sollievo, secondo un alto funzionario del settore.

“È il Parlamento che voterà sulla quota dell’IVA destinata all’emittenza pubblica, il che ci dà più garanzie che se dovessimo negoziare con Berry ogni anno prima, senza nulla alla base. In questo emendamento ci viene anche assicurato l’importo che era previsto per il 2022″, spiega questa persona. Con l’inflazione, possiamo prevedere un aumento dell’IVA, che mata [esgroupas a Iabri restrizioni per qualche tempo”, aggiunge un esperto. Secondo un rapporto presentato al Primo Ministro dall’Ispettorato Generale delle Finanze (1GF) e dall’Ispettorato Generale degli Affari Culturali (Igac) qualche giorno fa, che avevano studiato questa opzione dell’IVA, mettendo in guardia il governo dal rischio costituzionale di finanziarla dal bilancio dello Stato senza garanzie. D’altra parte, l’emittenza pubblica è finanziata per l’89% dalla PAC (138 euro nella Francia metropolitana), che viene pagata da 23 milioni di famiglie, per un incasso di circa 3,1 miliardi all’anno nel 2020, a cui va aggiunta la compensazione da parte dello Stato per gli sgravi fiscali per un ammontare di 653,5 milioni, secondo lo stesso rapporto. Tuttavia, nulla è definito fino a quando la legge non sarà passata al Senato. Anche nel primo caso, il Parlamento ha voce in capitolo, e non vedo molta differenza tra IVA e bilancio, a patto che i crediti siano annuali con una traiettoria definita”, osserva un buon conoscitore del dossier.

(Continua su Les Echos)

(Nella foto Emmanuel Macron)

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