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Finito rave a Modena, i ragazzi ripuliscono l’area. Stretta sui raduni, fino a 6 anni di carcere. La premier: «Ora basta lassismo»

di Claudio Del Frate e Andrea Pasqualetto

Il ministro Piantedosi aveva annunciato ieri un intervento per far cessare il raduno. Musica e balli sono proseguiti per tutta la notte. In mattinata struttura circondata e trattativa avviata tra polizia e partecipanti

Il rave party di Halloween a Modena si è concluso. Nella tarda mattinata la musica è stata spenta ed è cominciato il deflusso dei partecipanti: non è stato necessario il «pugno duro» da parte delle forze dell’ordine. L’esito della manifestazione – chiusa con un giorno di anticipo rispetto alle previsioni – è frutto di una mediazione tra la Digos e i partecipanti.

Ieri il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, aveva dato mandato al prefetto di Modena e al capo della Polizia di «adottare, raccordandosi con l’autorità giudiziaria, ogni iniziativa per interrompere l’evento e liberare l’area al più presto». Per tutta la notte i partecipanti al raduno hanno continuato a ballare e la musica è andata avanti incessantemente. «Non ce ne vogliamo andare» avevano fatto sapere.

«Voglio ringraziare il ministro per la sua celerità e per aver dato un segnale di uno Stato che non ha voluto mostrarsi inerte di fronte all’illegalità e vuole rispondere immediatamente»: si rivolge così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, a Piantedosi, riferendosi appunto all’intervento che ha bloccato il rave. «L’impressione che abbiamo dato è di lassismo quando si tratta di rispetto delle regole e della legalità, perché qui si può fare e in altre parti no. Non voglio dare impressione che l’Italia sia una nazione dove si può delinquere», aggiunge Meloni.

«Esprimo grande soddisfazione per la sollecita e positiva soluzione della vicenda a Modena – spiega il ministro Piantedosi -. Un grande lavoro di squadra per il quale ringrazio le Forze di polizia, il Capo della Polizia, il Prefetto di Modena, l’Autorità giudiziaria, i vigili del fuoco e le autorità locali. Si doveva intervenire e si doveva risolvere velocemente la vicenda. Le manifestazioni e gli spettacoli devono essere organizzati rispettando le norme, in particolare quelle sulla sicurezza, a tutela degli stessi partecipanti. Basti pensare che a Modena per lo svolgimento del rave party è stato utilizzato un capannone a rischio crollo. Dunque, chi ha messo in piedi l’evento ha posto in gravissimo pericolo tutti i partecipanti oltre ad arrecare danni ai proprietari delle aree, alla circolazione e al tessuto economico e commerciale. Esiste inoltre un’industria dell’intrattenimento fatta di tante imprese che non possono subire una illegittima concorrenza da parte chi opera in spregio a tutte le regole».

Il rave di Modena e la manifestazione di Predappio «sono cose completamente diverse, Predappio è una manifestazione che si svolge da tanti anni, è una cosa diversa. Sul rave party c’era la denuncia del proprietario», dice poi Piantedosi rispondendo a chi gli chiedeva perché non ci sia stato un intervento a Predappio, mentre c’è stato a Modena. «Predappio viene gestita con i canoni dell’ordine pubblico».

Il raduno è ufficialmente terminato alle 12. Alla conclusione si è arrivati dopo una breve trattativa tra la Questura e i partecipanti. Il capannone è stato messo sotto sequestro perché giudicato pericolante. Nel frattempo i partecipanti hanno completamente ripulito il capannone dai rifiuti.

* Le reazioni politiche – Il «caso Modena» ha conquistato il centro della scena politica al punto che è stato materia del primo Consiglio dei ministri: nel decreto che «perdona» i medici no vax e rinvia la riforma Cartabia è stato inserito un punto che alza fino a 6 anni di carcere la pena per chi occupa abusivamente edifici o terreni. Il ministro delle infrastrutture Matteo Salvini è stato il primo a «cavalcare» l’esito del raduno modenese: «Sgombero e sequestri in corso al rave party. Pugno duro contro droga, insicurezza e illegalità. È finita la pacchia» ha scritto su Facebook. Gli fa eco il leader del M5S Giuseppe Conte: «Ben vengano azioni mirate a maggiore prevenzione e contrasto dell’illegalità, ma allo stesso modo ci aspettiamo dal titolare del Viminale e dal Governo una parola chiara sulla sfilata delle duemila camicie nere di Predappio».

* Obiettivo: uscita in sicurezza – «L’azione di polizia è stata preceduta da un’attività di mediazione ed informazione dei destinatari visti i correlati profili di incolumità pubblica, affinché l’uscita dalla struttura avvenga con calma ed in modo responsabile per la sicurezza di tutti». Lo spiega la Questura di Modena, mentre proseguono i servizi nell’area a Nord della città. Sulla zona vola un elicottero della Polizia che sta monitorando anche gli snodi della viabilità stradale e autostradale. Per garantire «un’evacuazione ordinata della struttura dai soli varchi sicuri, i reparti sono stati fatti avvicinare ai lati dell’edificio che vanno interdetti»,

* «Non entriamo ma l’edificio è pericolante» – Dirigenti della questura tentano di calmare gli animi, assicurano che non ci sarà sgombero forzato ma avvertono che il capannone è pericolante. Attimi di tensione quando un partecipante ha spruzzato della vernice contro i cameramen assiepati all’ingresso della struttura. Una ragazza sta invitando tutte le persone a spostarsi all’interno dell’edificio. L’invito bonario della polizia ad abbandonare il luogo sembra andato a vuoto.

* La polizia si muove – Agenti in divisa e dirigenti della questura si stanno schierando, muniti di scudi e manganelli, verso l’ingresso del capannone. La tensione sta aumentando, la polizia resta schierata davanti a uno degli ingressi della struttura. Sul lato opposto i partecipanti al rave si sono radunati e lanciano insulti verso gli uomini in divisa. «State calmi, non entriamo; siamo qui perché l’edificio è pericolante» ha dichiarato da un megafono un dirigente della questura.

Dall’alba di oggi è aumentato il numero di poliziotti e carabinieri, anche in tenuta antisommossa: l’intera area che si trova vicina all’uscita dell’autostrada è stata circondata e presidiata. È stato allestito anche un punto di primo intervento per soccorrere eventuali feriti. La festa, organizzata in occasione di Halloween, doveva durare nelle intenzioni degli organizzatori fino a domani; obiettivo della prefettura di Modena, dove ieri si è tenuto un lungo comitato per l’ordine e la sicurezza, è far cessare la manifestazione in maniera pacifica. La via scelta è quella della trattativa tra forze dell’ordine e partecipanti un dialogo è cominciato poco prima delle 8.

Il dialogo tra la Digos e un rappresentante del rave che si definisce solamente «un tecnico» ha prodotto alcuni primi risultati: è stato abbassato il volume della musica e sono stati riaperte alcune porte del capannone, inizialmente chiuse pare per impedire proprio un blitz da parte delle forze dell’ordine.

Sono circa 300 i poliziotti, carabinieri e finanzieri schierati oggi attorno all’area mentre il numero dei partecipanti è più o meno quello di ieri, circa 3.000. Ci sono due strade di accesso che sono strettamente presidiate per controllare chi arriva e chi se ne va. «L’obiettivo – dicono fonti della questura – è liberare l’intero complesso prima del grande evento finale previsto per questa sera» in modo da ottemperare alla richiesta avanzata ieri dal Viminale.

(articolo in aggiornamento)

31 ottobre 2022 (modifica il 31 ottobre 2022 | 19:28)

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