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Farina, olio, cioccolato, rincari record: “Lavoriamo in perdita”

I laboratori artigiani trevigiani a rischio chiusura: “Con aumento materie prime e costi dell’energia raddoppiati quanto potremmo resistere?”

| Isabella Loschi |

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pasticcini

TREVISO – Dalla farina al cioccolato, dall’olio alla birra. Che si tratti di dolciumi, pasta piuttosto che di lieviti o conserve l’aumento dei prezzi è quotidiano e i rincari sui prodotti finali dietro l’angolo. Gli aumenti record delle materie prime stanno mettendo a dura prova i laboratori artigiani della Marca che rischiano la chiusura.

“E’ un dato di fatto: stiamo purtroppo lavorando in perdita per non scaricare interamente i costi sul prezzo finale dei prodotti e mantenere il rapporto con i clienti. Ma fino quando potremmo andare avanti così?”, allarga le braccia Massimo Albanese, presidente della comunità produttori dolciario di Confartigianato Imprese Marca Trevigiana. “Non dimentichiamoci che a complicare il quadro ci sono anche i costi di energia a gas che da inizio anno sono raddoppiati. Il prezzo medio dell’energia che a giugno era di 271 euro per mille kWh, oggi si sta attestando intorno a 433 euro (in alcune giornate di luglio il costo ha superato i 547euro). Nel 2021 per la stessa quantità di energia il costo era pari a 125 euro. Per dare un ordine di grandezza, se prendiamo ad esempio un’azienda che consuma circa 10.000 kWh in un mese, se sulla competenza di giugno (fattura ricevuta a metà/fine luglio) ha sostenuto un costo di  2.700 euro come spesa pura di vendita, sui medesimi consumi, a luglio, è presumibile che (fattura che riceverà a metà/fine agosto) andrà a spendere 4.200-4.300 euro”.

La filiera alimentare artigiana, che nel trevigiano conta 1.161 aziende e occupa 5.318 addetti è in grave difficoltà

. Il settore si stava rialzando dalla crisi del Covid , i consumatori avevano ben compreso il valore delle nostre produzioni realizzate con materie prime di  qualità. “Per arginare le criticità in essere le soluzioni che si intravedono sono l’aumento dei ristori per le bollette, affinché siano meno pesanti e  l’azzeramento dell’Iva sui nostri prodotti”, conclude Albanese.

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