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Ennesima notte da far west, molotov contro un bar in via Rismondo

TRIESTE – Forse pensavano di imitare l’antica congiura britannica che risponde alla celebre cantilena “Remember, remember, the fifth of November”, con la differenza che questa volta il film non è V per Vendetta, Trieste non assomiglia a Londra e nessuno celebrerà la data. Nella notte tra il 5 e il 6 novembre scorsi, una bottiglia incendiaria, più comunemente conosciuta come molotov, è stata scagliata con violenza contro la vetrina del bar Aisha di via Rismondo. Tutto in pochi minuti, un blitz rapido e una fuga altrettanto fulminea. Sul posto arrivano i carabinieri, che registrano il fatto come danneggiamento, acquisiscono le immagini di videosorveglianza e fanno partire le indagini.

I fatti: l’alterco e il blitz

Come da fonti esclusive di TriestePrima, sono tre i soggetti che si rendono protagonisti dell’ennesimo grave episodio di cronaca locale. È già passata la mezzanotte e nei pressi del bar scoppia un alterco tra alcuni avventori e il titolare. Da quanto si apprende, i clienti sarebbero stati invitati ad andarsene a causa delle condizioni di alterazione psicofisica in cui si trovavano. Ubriachezza molesta, o forse qualcos’altro, non si sa. Fatto sta che il titolare chiede ai tre di andarsene. Vola qualche parola di troppo, il trio è su di giri e viene allontanato dal locale. L’esercizio è tradizionalmente aperto fino a tardi e, come dalle testimonianze di numerosi residenti, rappresenta uno dei ritrovi preferiti di molti esponenti della comunità latinoamericana triestina.

L’azione fulminea

La mossa di allontanarsi dall’Aisha sembra essere, però, solamente una finta ben riuscita e con ben altri scopi. I tre raggiungono una autovettura parcheggiata lì vicino (forse di proprietà di uno dei tre) e prendono la molotov. Difficile, al momento, capire se decidono di fabbricarla lì, sul momento, oppure se il piano è bene architettato in precedenza. Ciò che si sa con certezza, e che non cambia la gravità del fatto, è che la bottiglia incendiaria viene scaraventata con rabbia contro il bar. Fuori, a quell’ora, c’è ancora qualche avventore e l’episodio sarebbe potuto scaturire in qualcosa di ben più grave.

Il lancio e la fuga

A quel punto i tre sono già a bordo dell’automobile e fanno perdere le proprie tracce. Per fortuna nessuno degli avventori, né il titolare del bar, si sarebbe fatto male. Sul posto sarebbero giunti solamente i militari dell’Arma, senza il bisogno di un intervento né dei sanitari del 118, né dei vigili del fuoco. Le indagini per individuare i tre soggetti sono coordinate dalla Procura della Repubblica di Trieste ed affidate al comando provinciale dei carabinieri di Trieste che, tuttavia, mantiene il massimo riserbo sulla notizia. Sulla facciata del palazzo di via Rismondo, ad oltre due metri da terra, c’è ancora il residuo nero di qualcosa che è andato a fuoco. Liquido infiammabile, dentro ad una bottiglia, indirizzato ad un bar con la sola colpa di aver allontanato avventori molesti. 

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