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Elezioni, a sinistra pesano i veti dei leader, la destra è spaccata sulla leadership. Renzi corre da solo

Mentre i veti incrociati vincolano la tessitura delle alleanze del campo ampio che sta cercando di creare Letta. A destra, Forza Italia e Lega frenano sulla conferma della regola che attribuisce al partito che raccoglie più voti la premiership

Continuano i contatti tra partiti per la definizione delle alleanze in vista delle elezioni. A sinistra, i veti incrociati rendono la vita difficile a Enrico Letta, che oggi pomeriggio incontrerà anche Beppe Sala e Luigi Di Maio per capire come rafforzare il legame con Insieme per il futuro. Contemporaneamente, il segretario dem sta sondando gli altri centristi: Carlo Calenda ha già detto che Azione sarebbe disponibile a patto che il candidato premier non sia Letta. Matteo Renzi, invece, annuncia che Italia viva correrà sola. Intanto, Letta lavora anche su nuovi patti con Sinistra italiana di Nicola Fratoianni. Chiuse per ora le porte al Movimento 5 stelle, anche se non sono del tutto esclusi accordi sulle singole candidature. 

Anche a destra la situazione è complicata: l’ultimatum di Giorgia Meloni, che spinge perché venga confermata la regola che prevede che il partito che raccoglie più voti proporrà il premier, si scontra con l’opposizione di Forza Italia e Lega, che vogliono aspettare i risultati delle elezioni. 

La diretta

14.16 – Alla domanda se Italia viva correrà da sola alle elezioni, il suo leader Matteo Renzi ha risposto: «Al momento assolutamente sì». Intervistato dal Tg5, Renzi ha poi aggiunto che, per cambiare decisione, serve «che qualcuno accetti le nostre idee: se non le accettano, noi abbiamo coraggio, libertà e fantasia per andare da soli».

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