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Due cacciatori trovati morti: il giallo del biglietto di addio

di Daniele Cassaghi e Lorenzo Pastuglia

A Peio, in Trentino, l’ex forestale Maurizio Gionta, dopo aver trovato il cadavere di Massimiliano Lucietti, un cacciatore 24enne, si è suicidato. Sulla vicenda stanno indagando i carabinieri che tengono aperta più ipotesi investigative

La dinamica

Tutto è iniziato la mattina del 31 ottobre, quando Massimiliano, per tutti «Max», era uscito di casa per andare a caccia. Era solo quando è uscito di casa con il suo fucile e si è incamminato sul sentiero che costeggia il versante della montagna. Alle 7,25 si sente uno sparo, forte e chiaro, nel piccolo centro. Alle 7,44 scatta l’allarme a seguito del ritrovamento del corpo da parte di Maurizio. Sul posto accorrono il personale sanitario, i carabinieri e i vigili del fuoco volontari. A questi ultimi toccherà il compito di recuperare il corpo un loro compagno. Da un decennio, infatti, Massimiliano faceva parte dei pompieri. Aveva cominciato come allievo per poi passare di grado quattro anni fa. «Un ragazzo disponibile, un ragazzo buono», lo ricorda il comandante Vincenzo Longhi. Quando arrivano i soccorritori è tardi. Max è disteso, supino, con il suo fucile poco distante e un bossolo sull’addome. La posizione della ferita, laterale e compatibile con un colpo sparato dal basso verso l’alto, fa sì che l’ipotesi più accreditata rimanga l’incidente di caccia, dovuto forse a una caduta, a un malfunzionamento o a un’azione scorretta sull’arma. Per stabilirlo si dovranno attendere gli esiti dell’esame autoptico, dello stub e delle perizie balistiche già in programma. Proprio oggi avrà luogo l’autopsia a Trento e il materiale necessario agli altri accertamenti sarà inviato a Padova. Tuttavia, a questo stadio delle indagini la pista delittuosa — ritenuta comunque poco probabile dagli investigatori — non può essere del tutto esclusa.

L’indagine

Perciò la Procura ha aperto, come da prassi, un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti. Dal Palazzo di giustizia di Trento fanno sapere che non c’erano sospetti su Gionta, che due giorni fa è stato sentito dai carabinieri, i quali hanno anche preso il suo fucile per fare degli accertamenti. Quel che è certo è che ieri ha deciso di uscire da solo e far perdere le sue tracce. Lo ha fatto dopo avere lasciato la fede sul comodino e aver scritto le due righe sul biglietto trovato nell’auto. Hanno rinvenuto il corpo di Maurizio poco dopo le 9 nei boschi alle porte di Celledizzo, poco distante da casa sua e dal benzinaio dove era solito rifornirsi. Stava su una panchina, in un posto riparato da sguardi indiscreti grazie alla pineta lì intorno. La Procura ha aperto un fascicolo, ma gli investigatori sono sicuri si tratti di un suicidio commesso con il suo fucile da caccia. In un paese così piccolo, 1800 abitanti appena, dove si conoscono tutti, queste vicende hanno un’eco enorme. «La comunità sta prendendo veramente male questa notizia — commenta il sindaco di Peio Alberto Pretti — stavamo appena elaborando un lutto e ce ne troviamo subito un altro. Forse nelle nostre comunità il dolore accomuna le persone ancora di più, perché, essendo piccole, queste cose vengono amplificate. Dobbiamo smussare i toni per cercare di elaborare questi due avvenimenti».

1 novembre 2022 (modifica il 1 novembre 2022 | 22:02)

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