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Di Battista contro Di Maio: “Trasformista e arrivista disposto a tutto”

Alessandro Di Battista, ha accusato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, di essere motivo soltanto dal suo interesse personale.

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Alessandro Di Battista ospite di “Porta a Porta”, condotto da Bruno Vespa, presenta il suo libro, Roma, 25 maggio 2021. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

L’ex esponente del Movimento 5 Stelle, Alessandro Di Battista, ha accusato il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, di essere motivo soltanto dal suo interesse personale. Il ministro, infatti, è stato descritto come un “trasformista e arrivista disposto a tutto” pur di non perdere il suo ruolo nel mondo politico italiano  

Di Battista contro Di Maio: “Trasformista e arrivista disposto a tutto”

Ennesimo attacco di Alessandro Di Battista all’ex compagno del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio. Il rapporto tra i due, come ormai evidente, si è definitivamente deteriorato e, mentre il giornalista romano si sta lentamente riavvicinando ai 5 Stelle, il ministro degli Esteri ha mostrato il simbolo del suo nuovo partito ed è pronto a mostrare la sua lista e accettare la candidatura in quella del Partito Democratico.

Alla luce degli ultimi sviluppi, Di Battista ha scritto un lungo post sul suo profilo Facebook, affermando: “Luigi Di Maio non ha un voto.

Chi conosce il fanciullo di oggi, lo evita. Trasformista, disposto a tutto, arrivista, incline al più turpe compromesso pur di stare nei palazzi”.

Il giornalista, poi, ha aggiunto: “Perché il Pd dovrebbe concedergli il ‘diritto di tribuna’, un modo politicamente corretto per descrivere il solito paracadute sicuro, tipo la Boschi candidata a Bolzano nel 2018? Perché? Che rassicurazioni ha avuto mesi fa, quando portava, insieme a Grillo, il Movimento 5 Stelle tra le braccia di Draghi? Queste sono domande che dovrebbero avanzare i giornalisti.

Ma, salvo rare e preziose eccezioni, oggi i giornalisti a Di Maio non chiedon nulla. Lo trattano come Mazzarino nonostante abbia dilapidato un consenso colossale costruito con il sudore della fronte anche (e soprattutto) di persone che non hanno chiesto mai nulla in cambio”.

La demolizione del PD

Alessandro Di Battista si è duramente scagliato anche contro la nuova coalizione di centrosinistra, scrivendo: “Calenda che fino a poche ore fa fingeva attacchi di orticaria al solo sentir pronunciare il nome di Di Maio sta zitto e buono.

Ha ottenuto poltrone su poltrone e gli basta così. La politica ridotta ad un ufficio di collocamento – e ha precisato –. Il Di Maio che ricordo io, ai tempi dell’onestà intellettuale o della fraudolenta recitazione, detestava il Pd come null’altro. Mentre oggi a quanto pare il suo nome comparirà sotto il simbolo del Pd. Beh, se così fosse vi sarebbe una ragione in più per non votarli e per non avere nulla a che fare con loro”.

“Questa è la politica politicante, ciò che più impedisce il cambiamento, ciò che è più distante dalle esigenze dei cittadini, dai loro drammi. Ciò che più allontana gli italiani dalle urne. Ciò che più indebolisce quel che resta della democrazia”, ha concluso l’ex deputato pentastellato. “In tutto ciò qua si ‘rischia’ un rapido decesso anche per ‘Impegno Civico (per le natiche di Di Maio). Dopo ‘Insieme per la Colla Vinilica’ un nuovo, fondamentale, strumento per la democrazia, potrebbe scomparire a breve”.

Infine, Di Battista ha attaccato anche i fuoriusciti dal M5S: “Complimenti vivissimi a quei 65 fenomeni che gli sono andati dietro nella speranza di un posizionamento. Un po’ come Aldo in ‘Tre uomini e un gamba’ adesso non possono né scendere né salire, né scendere né salire. Ma forse anche per loro c’è un ‘sentiero’. Tornino dignitosamente alle loro vite evitando di postare foto di Di Maio come fosse uno statista. Uno Statista pensa allo Stato, Di Maio pensa a se stesso”.

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