Cyber, si cambia. Ecco la rivoluzione targata Gabrielli

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Franco Gabrielli, sottosegretario con delega agli 007, annuncia un cambio di passo: “In questi anni il comparto intelligence ha svolto un ruolo di supplenza”. Ora serve un’agenzia cyber fuori dal Dis, dice

Serve una “netta distinzione tra la cyber defense e cyber resilience”. A sostenerlo è Franco Gabrielli, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’intelligence, intervenuto al convegno “Le nuove reti per l’industria italiana e per i consumatori” organizzato da Fratelli d’Italia.

Durante il suo intervento e in un’intervista a margine concessa a Key4Biz, il sottosegretario Gabrielli, ex già direttore di Sisde e Aisi oltre che capo della Polizia, ha indicato la strada per quella che sembra una vera e propria rivoluzione dell’arena cibernetica italiana.

“In questi anni il comparto dell’intelligence ha svolto un ruolo di supplenza”. E non senza qualche forzatura, ha dichiarato. “È arrivato il tempo di creare una struttura, un’agenzia, che tratti in maniera olistica il tema della sicurezza cibernetica”, ha spiegato, aggiungendo che l’Italia deve “affrancarsi da una modalità emergenziale per affrontare l’argomento in maniera più strutturale e ordinata”. Questo perché, ha continuato, “il Paese vive una primaria esigenza”, quella di “rafforzare la sua resilienza”.

Ecco come muoversi. Da una parte serve rafforzare le competenze del comparto intelligence riportando “cyber intelligence, cyber defense, cyber investigation” nell’ambito “strettamente pubblico”. Dall’altra parte c’è la necessità di rilanciare il rapporto pubblico-privato, ha dichiarato il sottosegretario. Ma ha anche lanciato un avvertimento: “Dovremmo fare salto di qualità. La partnership pubblico-privato non può essere solo il luogo di una equivoca interpretazione di modalità opache. L’opacità appartiene a volte in una manichea distinzione tra pubblico e privato dove chi vuole fare cose negative sul pubblico e sul privato riesce sempre a fare”. Per questo sono necessarie, ha aggiunto, “la trasparenza, la correttezza dei rapporti e la definizione di un ente regolatore pubblico, che non è nel comparto intelligence ma dev’essere al di fuori”.

Quella che ha tracciato oggi il sottosegretario Gabrielli è una nuova governance cyber, che tocca anche il rapporto tra il Dis e le agenzie d’intelligence.

Il lavoro è stato annunciato, ora va svolto. Solitamente a guidare questi processi è il Copasir, che oggi è tornato a riunirsi dopo tre mesi di polemiche.

Nell’attesa che il Comitato riprenda le sue attività, il sottosegretario Gabrielli ha tenuto a ribadire l’impostazione geopolitica del nostro Paese e del governo, sempre più chiara dopo i recenti Dpcm su 5G e fintech. Il presidente del Consiglio MarioDraghi è stato estremamente chiaro sulla nostra collocazione: atlantista ed europeista. E questi dovrebbero essere un po’ i fari del nostro agire in questo complesso mondo”, ha dichiarato.