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Covid, in Fvg s’inverte la curva. Nuovi casi in calo del 12,2 per cento

Dopo settimane di aumento, finalmente in Fvg calano i nuovi casi Covid. L’inversione della curva è fotografata dall’analisi della Fondazione Gimbe che, nel periodo 20-26 luglio, indica un calo del 12,2% dei contagi. Scendono anche i positivi ogni centomila abitanti, che si attestano a 1.979 (erano 2.043 sette giorni fa).

Anche sul territorio, i dati sono tutti in flessione. Al primo posto della classifica delle ex province resta Gorizia, con 897 casi ogni centomila abitanti (calo del 18.5%), seguita da Udine che, con 976 casi, segna la riduzione meno importante (-6,2%), Trieste a 974 (-15,5%) e Pordenone a 920 (-17%).

In merito ai ricoveri, si segnala una leggera risalita dei ricoveri negli altri reparti: l’occupazione dei posti letto Covid ‘ordinari’, infatti, sale al 23,2% (erano al 22,6% la scorsa settimana), mentre restano stabili al 4% le terapie intensive. La media italiana si attesta al 4,4 % nelle intensive e al 17% negli altri reparti.

Sul fronte delle vaccinazioni, la popolazione non immunizzata dai cinque anni in su vede stabilmente il Fvg all’ottavo posto (alle spalle di Bolzano, Valle d’Aosta, Marche, Sicilia, Calabria, Abruzzo e Campania) con un 8,4% della popolazione senza copertura vaccinale (media nazionale all’8,1%) e un 5,3% che è guarito da meno 180 giorni (a fronte di una media italiana al 3,8%).

Dopo l’apertura delle agende per la quarta dose a tutti gli Over 60, Gimbe ha rielaborato i dati guardando all’intera platea vaccinabile. In Fvg ha scelto d’immunizzarsi il 9,2% della popolazione, a fronte di una media nazionale al 12,9%.

In merito alle terze dosi, invece, il Fvg registra un 12% di persone attualmente vaccinabili che non hanno ricevuto il richiamo (media nazionale all’10,6%) e un 3,7% di popolazione guarita da meno di 120 giorni (media italiana al 5,7%).

Nella fascia 5-11 anni non ci sono variazioni: nella nostra regione il 24,8% dei bimbi ha completato il ciclo, mentre il 2,1% ha ricevuto la prima dose. Numeri che ci collocano stabilmente al quartultimo posto (davanti a Bolzano, Marche e Valle d’Aosta), a fronte di una media nazionale al 35% con ciclo completo e al 3,3% con prima dose.

I DATI NAZIONALI. Il monitoraggio della Fondazione Gimbe rileva nella settimana 20-26 luglio, rispetto alla precedente, una diminuzione di nuovi casi (473.820 vs 631.693) a fronte di un aumento dei decessi (1.019 vs 823). In calo i casi attualmente positivi (1.395.433 vs 1.452.941) e le persone in isolamento domiciliare (1.383.875 vs 1.441.553); ancora in crescita i ricoveri con sintomi (11.124 vs 10.975) e le terapie intensive (434 vs 413).

“Per la seconda settimana consecutiva – dichiara Nino Cartabellotta, Presidente della Fondazione Gimbe – il numero dei nuovi casi settimanali registra una flessione (-25% rispetto alla settimana precedente). Nella settimana 20-26 luglio i nuovi casi si attestano oltre quota 473 mila, con una media mobile a 7 giorni che sfiora i 68 mila casi al giorno”.

Secondo l’ultimo report dell’Istituto Superiore di Sanità, nel periodo 24 agosto 2021-20 luglio 2022 sono state registrate in Italia oltre 813 mila reinfezioni, pari al 5,2% del totale dei casi. La loro incidenza nella settimana 13-20 luglio si è attestata al 12% (n. 75.060 reinfezioni), in leggero aumento rispetto alla settimana precedente (11,7%). Si registra un calo del numero dei tamponi totali (-11,4%): da 2.560.557 della settimana 13-19 luglio a 2.269.242 della settimana 20-26 luglio.

VACCINI. Al 27 luglio l’88,1% della platea (n. 50.814.495) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+763 rispetto alla settimana precedente) e l’86,6% (n. 49.944.956) ha completato il ciclo vaccinale (+1.744 rispetto alla settimana precedente).

Nella settimana 20-26 luglio torna a scendere il numero dei nuovi vaccinati: 3.045 rispetto ai 3.640 della settimana precedente (-16,3%). Di questi il 27,6% è rappresentato dalla fascia 5-11: 841, con una riduzione del 26,7% rispetto alla settimana precedente. Sostanzialmente stabile tra gli Over 50, più a rischio di malattia grave, il numero di nuovi vaccinati che si attesta a quota 1.159 (-2,4% rispetto alla settimana precedente).

“Mentre la discesa dei nuovi casi prosegue sostenuta – conclude Cartabellotta – i ricoveri in area medica e in terapia intensiva non hanno ancora raggiunto il picco e soprattutto i decessi continuano ad aumentare, documentando, indirettamente, che il numero reale di casi è molto più elevato di quelli noti alle statistiche ufficiali. Se da un lato è difficile prevedere gli scenari futuri, dall’altro è possibile definire alcune ragionevoli certezze”.

“Innanzitutto, con l’arrivo della stagione autunno-inverno assisteremo verosimilmente a un nuovo aumento della circolazione virale che, in assenza di investimenti sui sistemi di aerazione e ventilazione nei locali al chiuso, potrà essere ridotta solo attraverso l’utilizzo di mascherine Ffp2; in secondo luogo, la popolazione a rischio di malattia grave è molto numerosa e va aumentando man mano che ci si allontana dalla data di somministrazione della terza dose: al 27 luglio, prendendo in considerazione Over 60 e fragili, si contano 896 mila non vaccinati, 1,94 milioni senza la terza dose, 14,4 milioni senza quarta dose; ancora, i trattamenti antivirali rimangono sotto-utilizzati rispetto alle indicazioni”.

“Ecco perché è indispensabile predisporre adesso il piano per l’autunno-inverno, perché la strumentalizzazione elettorale della gestione pandemica può compromettere la salute delle persone più fragili. In tal senso l’Oms Europa propone di puntare su 5 “stabilizzatori” della pandemia: aumentare le coperture vaccinali (con tre dosi) nella popolazione generale; offrire la quarta dose alle persone a rischio dopo 120 dalla somministrazione della terza; promuovere l’utilizzo delle mascherine al chiuso e sui mezzi pubblici; areare gli spazi pubblici affollati, quali scuole, uffici, bar e ristoranti, mezzi di trasporto pubblico; applicare rigorosi protocolli terapeutici per le persone a rischio di malattia grave”.

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